La Milano di Gabriele Basilico in mostra

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Quello che mi interessa è l’umanità del luogo dell’architettura, lo spazio, il paesaggio urbano senza le persone, ma penso che le mie fotografie siano profondamente dedicate all’umanità del luogo, che è stato costruito da persone che non si vedono.
Gabriele Basilico

Le foto di Basilico hanno tutte una cosa in comune: la quasi totale se non completa assenza dell’uomo. Questo non vuol dire che ne manchi l’essenza però.

Contact, 1984Nel nuovo spazio espositivo milanese dell’Unicredit Pavilion rimarrà fino al 31 gennaio la mostra antologica Gabriele Basilico: Ascolto il tuo cuore, città dedicata a questo fotografo nato come architetto, ma che nel giro di pochi anni ha saputo farsi apprezzare a livello internazionale per i suoi scatti di città e di periferie dalle architetture apparentemente insignificanti.
Secondo Basilico è proprio in quelle aree industriali dimenticate e lasciate a loro stesse con le loro brutture che può nascere un nuovo modo di guardare al costruito e alla vitalità dell’uomo che le ha create e che le abita.

Viene spesso affiancato a Piranesi per la capacità di dare importanza tanto al contesto generale quanto al minimo dettaglio, per la capacità di far spaziare lo sguardo senza però perdere l’importanza data dalle piccole cose; un gusto per la rovina urbana e contemporanea non più fatta di maestose e forti architetture provenienti da un mondo lontano di secoli, ma di resti di una società che progredisce a una velocità tale da non riuscire più a capire i propri spazi e che quindi crea una immensa quantità di macerie e approssimazioni.

Per Basilico la fotografia è l’occasione per tornare a misurare gli spazi che proprio la nostra società tanto ha alterato nel tempo, un momento per abbracciare all’unisono le implicazioni tanto scientifiche quanto soggettive e politiche di una modificazione che in quanto tale annulla quanto presente prima di essa.
Beirut-1991-3La sua attenzione al tema delle periferie urbane, poi mai più abbandonato, è iniziata nel 1978 con la serie dedicata alle aree industriali milanesi ed è poi cresciuta tornando più volte su Milano, ma abbracciando negli anni tante altre città sparse per il resto del mondo. Parigi, Beirut, Shanghai, Mosca…tutti luoghi che oltre alla facciata di nuda pietra nascondono una loro vitalità unica.

In esposizione anche l’ultimo progetto di Basilico dedicato proprio all’area di Piazza Gae Aulenti e Porta Nuova in cui si inserisce l’area espositiva dell’Unicredit Pavillon. Questa mostra, infine, è costruita anche per insegnare e quindi è corredata di tutta una serie di eventi satellite tra cui laboratori per i più piccoli (6-12 anni) e quattro conferenze aperte a tutti a partire da domani, martedì 12 gennaio.

Vorrei concludere con un piccolo tocco di ironia ricordando un lavoro in studio di Basilico, nato architetto e quindi inizialmente intento a fotografare oggetti di design ed interni: lontanissima dal resto della sua produzione questa serie di fotografie documenta le impronte che sedie di design molto diffuse negli anni ottanta lasciano sul sedere di chi le utilizza. Un modo satirico e certamente unico per interpretare il rapporto un po’ masochista che spesso esiste tra uomo e prodotto industriale.

Elisa Pizzamiglio per 9ArtCorsoComo9

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