LaScapigliata – Da Raffaello a Schiele

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Milano, 6 febbraio 1862

La maggior parte degli artisti non è mica Van Gogh, e Mio caro Ragazzo grazie dei fiori ma preferisco un’estate al mare. Siamo anime perse che cantano gimme five ogni sabato. Avrai ragione tu, è l’abitudine di tornare, ma io non sono come Vera Nabokov. Ad esempio a me piace il sud ed un ragazzo di stradaconosciuto al Breakfast Club. Se avessi il Generale Lee seguirei la Rotta per casa di Dio per scovare Jack the Ripper… forse potrà spiegarmi la differenza tra walking dead e il giudizio universale.

Con affetto,

La Scapigliata

Franz Liszt – Rapsodia Ungherese N°1

La mostra allestita all’interno del Palazzo Reale di Milano sarà visitabile ancora per due mesi, e le otto opere grafiche esposte sono state rinnovate da poco, per questioni conservative. Il Szépmüvészeti Múzeum ha scelto settantasei opere per rappresentarsi in Europa e fare invidia a qualsiasi museo, italiano o no. Proposito che bisogna riconoscere gli riesce benissimo. Le opere prestate percorrono quattrocento anni di storia: dalla Madonna Esterhazy (1508) di Raffaello Sanzio – già vista qui in Milano lo scorso anno – al Velo della Veronica (1909) di Oskar Kokoschka. Una collezione che delinea una vera e insindacabile identità europea con esempi illustri dai pennelli austriaci, danesi, fiamminghi, italiani, spagnoli, svizzeri, tedeschi e naturalmente ungheresi.

Il museo

Lo Szépmüvészeti Múzeum di Budapest diretto da Lászlo Baán è oggi il più grande dell’Ungheria e non ospita solo la collezione d’arte moderna: dai manufatti dall’antico Egitto alle opere contemporanee. La prima collezione pubblica aprì nel 1802 grazie al conte Ferenc Széchenyi e subì diverse trasformazioni, di cui le più importanti sono legate al governo del Paese ed hanno quindi un valore storico-politico: la prima tra il 1832 e il 1836 durante la Reformzeit (Riforma Ungherese) e l’ultima negli anni Cinquanta del secolo passato sotto i Sovietici, che impiegavano i musei per orientare il pensiero politico attraverso l’educazione culturale. Dal punto di vista squisitamente artistico il più grande e importante ampliamento riguarda l’acquisizione da parte dello Stato Ungherese della collezione del principe Nikolaus III Esterházy nel 1870.

Ci si potrebbe a lungo intrattenere con le meraviglie italiane prestateci ma a mio parere ha più senso interessarsi di quelle magiare: non avremo molte altre occasioni per vederle, salvo comprare un biglietto aereo per Budapest.

Károly Markó il vecchio, nel 1846, dipinse un  romantico Paesaggio nei pressi di Tivoli con scena di vendemmia  mescolando il gusto a lui contemporaneo con quello seicentesco e interessando collezionisti da tutto il mondo. I suoi maggiori acquirenti furono i mecenati dell’Accademia Ungherese delle Scienze che auspicavano la realizzazione di un arte universale attraverso le capacità del connazionale.

Festa del Calendimaggio Pál Szinyei Merse 1883
Festa del Calendimaggio – Pál Szinyei Merse (1883)

La festa del Calendimaggio è il capolavoro di Pal Szinyei Merse. Il quadro è pienamente impressionista, tecnica assunta da autodidatta nell’ostile ambiente accademico dell’Accademia tanto in Ungheria quanto a Monaco di Baviera, dove si trasferì e potè vedere il movimento dei Barbizon alla mostra internazionale del 1869.

Mihály Munkácsy fu probabilmente l’unico pittore al mondo a vivere in un palazzo mantenuto a suo spese nonché tanto mondano da essere fautore di un salotto parigino frequentato dagli uomini più illustri d’Europa, ma soprattutto fu l’autore dell’ultimo Ritratto di Franz Liszt eseguito nel 1886 lo stesso anno della sua morte, a Weimar.

Infine, merita particolare attenzione Donna con gabbia di József Rippl-Rónai che appartiene al “periodo nero” dell’artista, a tutti gli effetti un avanguardista ungherese in terra di Francia, vicino al gruppo Nabis ma anche ispirato dall’opera dell’americano James McNeill Whistler, a Parigi negli stessi anni.

József Rippl-Rónai Donna con gabbia 1892
József Rippl – Rónai Donna con gabbia (1892)

Questa non è una banale mostra contenitore: Palazzo Reale negli ultimi tempi sembra essersi riscosso dal torpore. Ogni tanto gli capita, nell’ultimo paio d’anni piuttosto spesso. Che sia veramente l’avvio di un’inversione di tendenza?

INFO:

Il mio articolo sulla Madonna Esterhazy di Raffaello, Palazzo Marino, 2014

La mostra Da Raffaello a Schiele

 

Veronica Benetello per 9ArtCorsoComo9

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