Cultural Context: alla scoperta della Cina contemporanea

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Sono dieci artisti cinesi, quelli che dal 12 dicembre esporranno insieme alla Castiglia di Saluzzo, negli spazi un tempo appartenuti ai famosi Marchesi. Una collettiva intitolata Cultural Context e concepita all’interno del progetto del CAEG (China Arts and Entertainment Group) per questo 2015 che ormai sta volgendo al termine, che rimarrà visitabile fino al 6 gennaio 2016. L’evento viene realizzato e presentato dall’IGAV di Torino (Istituto Garuzzo per le Arti Visive) per volontà del Ministero della Cultura Cinese.

shang_yang_album_of_painting_25,_2012_tecnica_mista_su_telaIl focus dell’intera collettiva a cura di Sun Lei e Alessandro Demma, come ricorda anche il comunicato stampa, è incentrato sulla valorizzazione di un’arte contemporanea cinese che rifletta sulle trasformazioni culturali del proprio paese, in continua e celere crescita.

L’arte cinese è, tra tutte le arti orientali, forse quella meno nota, passata più in sordina nei paesi occidentali. Colpisce tanto l’arte indiana e il suo esotismo, quella giapponese esercita un fascino innegabile e anche -a volte- un po’ ingiustificato su noi occidentali. Ma dalla Cina arrivano molte poche suggestioni, forse per una serie di stereotipi culturali che vedono questo immenso paese (sia in termini demografici che geografici) un po’ incasellato nel suo ruolo di grande macchina industriale e produttiva, molto di meno come realtà artistica: ovviamente niente di più sbagliato.

Mi è capitato di interfacciarmi spesso con pareri fortemente negativi sulla cultura cinese: alcuni l’additano come un popolo rozzo, ignorante, lontano da una qualsiasi poetica, totalmente all’opposto degli stereotipo che etichettano invece i cugini nipponici, secondo i quali sebbene essi guardino molto ai loro interessi e non siano una nazione pacifica, almeno una sensibilità estetica l’avrebbero sviluppata.

Queste osservazioni – frutto senz’altro della nostra superficialità – andrebbero superate, magari facendosi aiutare da eventi come questa collettiva, creata in seguito all’esposizione Dipingere il presente facente parte dello stesso progetto, tenuta a Capri con altri artisti cinesi allestita dal 6 settembre al 11 ottobre scorsi.

luLo scambio artistico incentrato sulla valorizzazione della memoria calandosi nella modernità, mantenuto qui vivo dall’IGAV tra Italia e Cina si concretizza in quello che è un obbiettivo già in atto da tempo. L’arte cinese ha naturalmente una lunga storia e la sua contemporaneità viene vissuta a pieno anche nella pittura, che è la forma d’arte prediletta anche per quest’esposizione. L’astratto qui è delineato in chiave narrativa e comunque ricco di tradizione. La pittura così è quasi esclusivamente calligrafica, i colori sono quelli della natura e un’attenzione predominante si concentra sul tratto grafico e su tavolozze di colori non troppo ricche ma molto calibrate. Gli artisti sono Ding Yi, Jiang Ji’an, Li Lei, Liang Quan, Lu De’an, Qiu Zhijie, Shang Yang, Tan Ping, Wang Gang e Zhang Chun Da Bao: nomi a noi quasi del tutto sconosciuti, ma proprio per questo un ulteriore invito a visitare questa mostra che tanto vuole farci conoscere un mondo nuovo e una cultura artistica unica, estremamente attuale, pienamente metropolitana, e tutta ancora da scoprire.

Gaia Boldorini per 9ArtCorsoComo9

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