Assolo: Laura Morante insegna alle donne a essere soggetti e non oggetti

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“Le donne tendono a considerarsi meno soggetti di quanto non si considerino gli uomini, sembra che quando cessano di essere oggetti di attenzioni e desiderio, la vita finisca, invece la vita continua e a volte apre altre prospettive”.

Laura Morante torna al cinema con il suo secondo film da regista: Assolo, dal 5 gennaio al cinema. Nella pellicola è anche l’attrice protagonista, che interpreta Flavia, donna insicura e reduce da due matrimoni.

“Flavia è assolutamente un disastro, penso e spero che nessuna donna sia totalmente come lei, ma credo che tutte le donne possano riconoscere in lei qualcosa di se'”.

Certo, il suo personaggio è esagerato, un’iperbole per rappresentare però quell’insicurezza che coglie, prima o poi, tutte le donne. Flavia ha cinquant’anni e si confronta con i suoi due ex che hanno cambiato vita e vivono entrambi un nuovo secondo matrimonio ricco di amore e felicità: lei, oltre a dipendere dal giudizio dei due uomini, dipende pienamente (come ogni donna) anche dal confronto e dal giudizio con le due nuove mogli.52999

Accanto a lei c’è un’amica: c’è sempre un’amica, accanto a noi. In questo caso è Angela Finocchiaro, anche lei reduce dal divorzio, con un marito che ha preso a frequentare una ragazza più vecchia di sua figlia solo di due anni.

Francesco Pannofino, Antonello Fassari, Angela Finocchiaro, Donatella Finocchiaro, Carolina Crescentini, Piera Degli Esposti, Emanuela Grimalda, Filippo Tirabassi, Gigio Alberti, Giovanni Anzaldo, Eugenia Costantini, oltre ai preziosi camei di Edoardo Pesce, Lambert Wilson e Marco Giallini compongono il cast d’eccezione accanto alla Morante.

La storia di Flavia è un po’ quella di molte donne: soprattutto di quelle che debbono ricominciare la propria vita dopo anni di matrimonio, senza un uomo. Certo, è un passaggio più difficile per chi ha superato i famigerati -anta: ma, alla fine, ogni donna, che di anni ne abbia venti o quaranta, si sente persa quando un uomo esce dalla sua vita.

A ciò si aggiunge il problema di essere una donna maldestra, problematica, una di quelle che quando entra in una stanza fa girare tutti non per la sua bellezza ma perché sicuramente ha fatto cadere qualcosa.

Perché, alla fine, le donne perfette non esistono! Ed è anche questo che la Morante vuole dirci: in tutte noi c’è un po’ di Flavia. Perché nessuna di noi si sveglia truccata e pettinata come nelle puntate di Beautiful (che ci guardiamo di nascosto dopo pranzo mentre stiriamo), né nessuna di noi quando torna a casa la sera stanca dal lavoro ha la stessa sensualità di una coniglietta di Playboy.

Tutte, almeno una volta, viviamo lo sconforto di non trovarci attraenti, belle, perfette. Tutte, quando una storia finisce, ci inventiamo qualcosa per ricominciare: per Flavia sono delle disastrose lezioni di tango, o prendere la patente.

Ma, alla fine, arriva il momento in cui bisogna uscire dal nido: per Flavia significa abbandonare l’analista. E lei piuttosto di uscire dalla porta si chiude nell’armadio.

Quante donne, ogni giorno, si chiudono in fantomatici armadi, schermandosi dal mondo, convinte di non poter avere più tutto? Di non meritarsi più niente?

Ecco la lezione di Laura Morante: la vost67811-140696ra vita non è finita perché manca un uomo. Non siete oggetti degli uomini: siete soggetti pensanti, amanti, emozionanti e emozionati. Siete piccoli scrigni di emozioni che non debbono essere aperti solo nel momento in cui affianco a voi c’è un uomo (che, non mentiamoci, spesso non è l’uomo della vostra vita).

La vita non è tale solo se c’è qualcuno al vostro fianco: non esistete solo se c’è qualcuno al vostro fianco che vi ama (uomo o donna che sia). Meritate di vivere e essere felici per i magnifici esseri che siete.

Smettiamola di credere che la nostra esistenza ruoti attorno ad una relazione, ad un matrimonio, ad una famiglia. La vostra esistenza dipende solo ed esclusivamente da voi.

So che potrebbe sembrare un film solo per donne, magari proprio per quelle che escono da quella che credevano essere la loro relazione da e vissero felici e contenti: credo che sia un film anche per gli uomini. Perché, alle volte, anche un uomo ha bisogno di capire quanto sia difficile essere una donna in un mondo in cui, per beceri retaggi patriarcali, una donna sola è una zitella e una donna divorziata è solo una ladra di assegni famigliari.

Marta Merigo per 9ArtCorsoComo9

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