Raffaello: il Sole delle Arti

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Quando alle scuole superiori la mia professoressa di Storia dell’Arte iniziò a spiegare la vita e le opere di Raffaello Sanzio (Urbino, 28 marzo o 6 aprile 1483 – Roma, 6 aprile 1520) ricordo che la sua voce era intrisa di un misto di estasi e reverenza. Sono pienamente consapevole dell’importanza storico-culturale di questo artista ma, a mio parere, l’ho sempre trovato troppo gentile, pacato; insomma, a tratti quasi noioso.
Nessuno slancio sentimentale, tutta la sua opera si basò sopra un accanito studio della statuaria classica e sulla necessità di creare dipinti in cui vi fosse rappresentato l’essere perfetto, risultato della fusione tra loro di parti altrettanto perfette.Bottega dei Fontana, Bacile raffigurante il Trionfo di Galatea

Per questo quando ho scoperto la mostra dal titolo Raffaello: il Sole delle Arti sono rimasta piacevolmente sorpresa: anche se il nucleo centrale dell’esposizione si basa su dieci dipinti dell’artista urbinate, in realtà l’intero progetto non si sviluppa unicamente come un excursus temporale della carriera del Sanzio, ma pone in risalto la sua importanza come veicolo di diffusione di modelli iconografici per l’arte applicata. 

Centotrenta opere in tutto tra cui maioliche, arazzi, coppe, piatti, vetri e armature di artisti diversi che si ispirarono alla sua grammatica stilistica, alla sua tecnica e alle sue linee compositive per creare manufatti “popolari” nel vero senso della parola; è proprio grazie a questi oggetti appartenenti a categorie artistiche da sempre considerate inferiori nel Rinascimento che l’opera di questo, come di molti altri artisti, riuscì a raggiungere gli angoli più remoti d’Italia e i confini europei.
Il percorso espositivo si sviluppa in modo tale da evitare di rendere la visita una lunga lezione scolastica e le sezioni più storicistiche sono alternate a sale luminose in cui ogni opera risalta l’impatto che le invenzioni di Raffaello ebbero sulla produzione artistica a lui successiva.

Raffaello,_la_mutaIl padre Giovanni Santi, Luca della Robbia, Perugino, Pinturicchio, Luca Signorelli sono solo alcuni degli artefici della formazione di Sanzio esposti in questa sede. Uno spazio dedicato alle incisioni ed il tutto si conclude con una sezio
ne spettacolare con gli arazzi i cui cartoni furono commissionati da papa Leone X per la Cappella Sistina.

Le opere in mostra provengono dai Musei Vaticani, dagli Uffizi, dalle città di Napoli, Urbino, Londra, Dresda solo per citarne alcune e saranno visibili fino al 24 Gennaio alla Reggia di Venaria Reale. Insomma non la solita mostra ma qualcosa che cerca di andare più in là, da cui si evince la volontà di aprirsi ad ambiti internazionali e comprendere quanto questo artista possa esser stato influenzato ed aver a sua volta condizionato la scena artistica rinascimentale, fino a divenire un feticcio, principio ispiratore della corrente artistica definita Manierismo.

INFO

Chiara Bonatti per 9ArtCorsoComo9

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