A Palazzo Strozzi la Bellezza diventa Divina

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Fino al 24 gennaio la Pietà di Van Gogh, la Crocifissione bianca di Chagall, la Crocifissione di Guttuso e quella di Vedova sono tra i capolavori esposti al Palazzo Strozzi di Firenze, protagonisti di una mostra che sottolinea come l’espressione della spiritualità individuale, in presenza o assenza di fede, sia un campo di ricerca e sperimentazione linguistica.

Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana ospita opere realizzate tra la metà del’800 e la metà del ‘900: dall’Angelus di Millet alla Via Crucis di Lucio Fontana. Nel percorso espositivo sono presenti artisti molto distanti tra loro, anche in evidente conflitto con i dogmi della Chiesa o solo col comune sentire dei credenti: la provocatoria Madonna II di Munch o il San Sebastiano di Moreau, L’angelo dell’Annunciazione di Philpot, il deformato corpo del Crocifisso di  Max Ernst e la Resurrezione di Émile Bernard.

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Vittorio Corcos – Annunciazione (1904)

Le opere sono tante e ognuna ci mette a confronto con il personalissimo punto di vista del singolo artista, suscitano in noi riflessioni non scontate che guidano il visitatore alla costruzione di un proprio percorso emotivo e visivo, all’interno della mostra stessa: la rappresentazione della donna e della Madonna, di Cristo Crocifisso e dell’uomo straziato, della preghiera e della desolazione dell’uomo, del sacro e del profano.

Il volto della giovane donna che non ancora conosce il proprio destino nell’Annunciazione di Vittorio Corcos (1904)  – tela commissionata da Giovanni Pascoli e destinata alla Cappella del poeta vicino alla casa di Castelvecchio – è di una bellezza  disarmante, il candore e l’eleganza dell’abito che l’avvolge completamente esprime tutta la grazia, che la sospende tra la vita e la santità.

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Domenico Morelli – Mater purissima (1879-1883)

Atmosfera completamente diversa per la Mater Purissima di Domenico Morelli (1879-1883) dove l’amore della madre per il proprio figlio eleva entrambi in una dimensione più alta: il suo volto tenero e pieno d’amore la rende umana e questo bambino che stringe è solo suo figlio.

Tranquillo Cremona la definì non divinità umanizzata ma “ideale poeticissimo dell’umanità”.

Mentre Morelli dipingeva la tela per il principe Ruffo della Scaletta, in occasione della nascita di una figlia, la moglie suonava al pianoforte La vergine degli angeli inno che chiude il II atto della Forza del destino di Giuseppe Verdi.

Mater dolorosa è invece la Madonna nella Pietà di Vincent  van Gogh (1889), dipinta mentre il pittore si trovava presso la casa di cura mentale a Saint-Rémy. Probabilmente in quei momenti difficili il pittore si riconobbe nel dolore e nella sofferenza di Cristo tanto da ritrarlo con la barba rossa, proprio come la sua. Raccontò al fratello Theo di voler realizzare una copia della litografia, in suo possesso, della Pietà di Eugène Delacroix del 1850 dopo che si era danneggiata cadendo nell’olio e nei colori del pittore.

 In una lettera del 1889 scrisse:

Posso assicurarti che eseguire copie mi interessa enormemente – scriveva al fratello Theo – e mi consente di non perdere di vista la figura, anche se al momento non dispongo di alcun modello… è un tipo di studio di cui ho necessità, perché desidero imparare.

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Vincent van Gogh – Pietà (1889 circa)

Tra le opere che chiudono la mostra la Preghiera di Vincenzo Vela, intima e silenziosa. L’opera ci riporta al dialogo personale con Dio, al pensiero verso ciò che non è più, verso un dubbio o una certezza. In bilico tra la fede, la riflessione, la domanda o la negazione di certo oltre il muro della realtà tattile.

Le emozioni che suscita la mostra non ci riportano all’ultraterreno ma alla vita dell’uomo dove ancora l’ombra del dolore fisico, della guerra, della povertà e della solitudine rattristano il quotidiano.

L’unica opera della quale si avverte la mancanza, uscendo dalla mostra, è il capolavoro di Gauguin Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? del 1897-98 ma d’altronde quest’opera avrebbe dato al percorso una direzione imprevedibile… forse troppo lontana dalla bellezza divina celebrata!

Felicia Guida per 9ArtCosoComo9

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