“Raghad, Regina di Nertita” una fiaba per affrontare la realtà

0 440
raghad1
Raghad Hasoun

All’inizio di dicembre, nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria – Più Libri Più Liberi di Roma, è stato presentato al pubblico il libro Raghad, Regina di Nertita, una fiaba scritta dalla giornalista Luana Silighini.
La storia è tratta dalla vicenda di Raghad Hasoun, la bambina siriana di 11 anni morta di diabete su uno dei tanti barconi che hanno attraversato il Canale di Sicilia il luglio scorso:  gli scafisti avevano gettato in mare lo zainetto in cui erano contenute le sue fiale di insulina, e il padre non ha potuto fare altro che piangerla.
La fiaba, che è rivolta a bambini dai 10 anni in su, immagina una seconda vita per Raghad, che farà esperienza di un mondo sommerso, avrà nuovi amici. Negli abissi profondi del mare la bambina sarà trasformata per magia in una stella marina, conoscerà Il Regno di Nertita dove potrà vivere una nuova avventura.

L’autrice non vuole lanciare messaggi politici precisi, inizialmente non era pensato un riferimento alla situazione dei migranti, ma proprio nel periodo in cui scriveva i telegiornali hanno dato questa notizia amara:

Ho preso un po’ ad emblema quell’episodio nero per raccontare il dramma quotidiano vissuto da migliaia di bambini e dai loro genitori nelle acque che lambiscono la nostra terra.

La giornalista e la scrittrice che sono in lei si sono allora fuse in questo tema:

Non ho la presunzione di narrare ai più piccoli la realtà ma solo di dare degli input. Vorrei che i ’ragazzi’ dai dieci anni in su – accompagnati chiaramente da una lucida, attenta aperta riflessione sul tema – si domandino come ci si sente a scappare da una guerra spietata come è quella siriana, che facciano un assaggio del dolore che porta alla solidarietà e alla non discriminazione. Per poi tornare su ’a galla’ un po’ più grandi, con la certezza che in ogni posto del mondo c’è sempre spazio per la speranza. Per ricominciare.

raghad3
Luana Silighini

Le drammatiche vicende che l’autrice vuole affrontare sono ben note: i viaggi tremendi ma pieni di speranza che compiono ogni giorno migliaia di migranti nell’attraversare il mar Mediterraneo o l’Egeo. Solo nel 2015 sono state circa 3.500 le vittime accertate e stiamo ancora facendo i conti con le “prove di convivenza”, cercando di creare una risposta valida per chi ce l’ha fatta.

Con questa fiaba è possibile sublimare questi fatti sconvolgenti, riuscendo ad andare oltre cercando di esorcizzare la paura e il dolore. Il pubblico prescelto infatti ci suggerisce quale sia l’obiettivo di questo libro: è scritto per bambini che hanno una qualche conoscenza di ciò che accade, ascoltando telegiornali o le conversazioni dei genitori, e si pongono domande, spesso molto profonde. È certamente un tema delicato, quindi come la stessa autrice suggerisce è bene usare questo libro per proporre una risposta, magari non per sollevare domande. In ogni caso è un tentativo meritevole di dare una risposta costruttiva a quello che è una parte della nostra realtà: il racconto, grazie all’aspetto positivo della seconda vita della bambina, è progettato per infondere speranza, far riflettere ma prospettando un lieto fine.

Chiara Buratti per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.