La genialità dei ritratti di Goya in mostra alla National Gallery

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Countess of Carpio
Duchessa d’Alba

Londra sembra non averne mai abbastanza di Goya. Dopo la chiusura a maggio della mostra Goya – The Witches and Old Women Club tenutasi alla Courtauld Gallery, lo scorso 7 ottobre è stata inaugurata alla National Gallery l’esposizione intitolata I Ritratti di Francisco de Goya y Lucientes, visitabile fino al 10 gennaio 2016.

Il percorso oltre che tematico sarà anche cronologico, formato da un insieme di 60 tele, alcune mai esposte, provenienti da varie istituzioni pubbliche e private.

La mostra si focalizzerà sulla ritrattistica del pittore spagnolo, che costituisce un terzo della sua produzione.

Nei dipinti di Goya (1746-1828) si può notare un’assoluta mancanza di adulazione nei confronti dei personaggi rappresentanti, nonostante fossero nobili, o anche sovrani.
Il pittore cercò sempre di focalizzarsi sulla psicologia e sul carattere di coloro che raffigurava, cercando di comunicare con lo spettatore attraverso dettagli nel volto, nelle espressioni, nelle posizioni di corpi od oggetti. Un esempio si trova nel ritratto rappresentante Carlo IV di Spagna con la famiglia: poiché si diceva che fosse in realtà la moglie Luisa ad avere il vero potere decisionale ed avesse una forte influenza sul marito, Goya decise di dipingerla al centro del gruppo, nella posizione centrale, solitamente dedicata agli uomini.
Tenendo conto del fatto che il pittore viveva del compenso datogli dalla famiglia reale spagnola, che lo pagava per i suoi ritratti, si può comprendere come questa mossa fosse molto azzardata e rischiosa.

Un altro importante ritratto che sarà presente alla mostra è quello della Duchessa d’Alba, che arriva per la prima volta in Inghilterra dopo aver lasciato gli Stati Uniti in una sola altra occasione. Particolare di questo dipinto è la scritta “solo Goya” presente sul pavimento, che nel quadro la Duchessa indica con un dito, ad indicare la profonda amicizia che la legava al pittore.

Autoritratto
Autoritratto

Altre opere arriveranno da tutto il mondo: da San Paolo a New York, dal Messico a Stoccolma, ma anche 10 preziosi prestiti dal Prado di Madrid. In mostra si trova anche l’ultima opera del pittore, dipinta il 16 Aprile 1828, pochi mesi prima di morire, e che può essere considerata il suo testamento pittorico: il ritratto dell’amato pittore Mariano.

Arricchiscono la mostra anche alcuni autoritratti del pittore, due tra questi considerati dei veri e propri capolavori: Auto-Ritratto nello Studio (1793-1795) e Autoritratto con il Dottor Arrieta (1820). Entrambe i dipinti sono carichi di tristezza e malinconia, in quanti entrambi dipinti da Goya a seguito di una malattia.
Il primo mostra il pittore di profilo, intento a disegnare davanti ad una finestra, da cui entra la luce quasi bianca del sole che definisce i contorni dell’artista. All’apice della sua carriera, nel momento ritratto Goya ha appena perso completamente l’udito a causa di una misteriosa malattia. Il secondo autoritratto lo ritrae invece in un momento di visibile estrema debolezza, mentre stringe il lenzuolo del letto e il dottore gli somministra una medicina dentro un bicchiere.

Il dottor Xavier Bray, curatore dell’esposizione, afferma che lo scopo di questa mostra è mostrare l’approccio innovativo di Goya nei confronti della ritrattistica, un metodo che andava contro i canoni tradizionali del tempo. 
I Ritratti di Francisco de Goya y Lucientes rimarrà aperta al pubblico fino al 10 Gennaio 2016.

Eleonora Rustici per 9ArtCorsoComo9

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