Splendore a Venezia con Parmigianino, Tiziano e Schiavone

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Andrea Schiavone, L’infanzia di Giove – 1530-35 circa, olio su tela

Andrea Meldola detto Schiavone (1510 c. – 1563) pittore noto e apprezzato nel secolo d’oro della Serenissima – esponente del manierismo veneziano accanto a Tiziano, Tintoretto, Bassano, Veronese ed El Greco – è il protagonista della mostra Splendori del Rinascimento veneziano al Museo Correr a Venezia, inaugurata il 28 novembre scorso e in programma fino al 10 aprile 2016. Curata da Enrico Maria Dal Pozzolo e Lionello Puppi, la prima grande mostra monografica dedicata all’artista presenta oltre 140 tra dipinti, disegni e stampe, più un ricco nucleo di libri e documenti, frutto di anni di ricerche in Italia e nel resto d’Europa!

Pochi anni dopo l’arrivo a Venezia, intorno al 1535, Schiavone spaccò l’opinione pubblica. Vasari lo criticò definendolo esponente di «una certa pratica che s’usa a Vinezia, di macchie o vero bozze, senza esser finita» eppure, prima di recarsi a Venezia, gli commissionò la Battaglia di Tunisi per Ottaviano de’ Medici. Contro i commenti negativi e in difesa di Schiavone si schierarono Annibale Carracci, El Greco e diversi studiosi. Marco Boschini si scagliò contro Vasari dichiarando: «O machie senza machia, anzi spendori che luse più de qual se sia lumiera!» Era la “furia Dalmatina”. Qualche anno più tardi lo studioso ricordò che il grande Tintoretto «teneva avanti di sé, come esemplare, un quadro di questo Auttore per impressionarsi di quel gran carattere di colorito, così forzuto e punto».

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Parmigianino, Madonna di San Zaccaria – 1530-1533

Non solo dipinti ma anche la produzione grafica è ampiamente documentata: nei disegni pittorici e nelle incisioni, soprattutto a puntasecca, Andrea dimostrò passione e grande talento uniti ad una ricerca quasi maniacale, con numerose varianti e  ritocchi. Le sezioni dedicate alla pittura sono davvero ricche e preziose, basti pensare ad una presenza eccezionale quale  il capolavoro Giove fanciullo in mezzo alle Grazie, riconosciuto solo recentemente nell’Infanzia di Giove della collezione Earl of Wemyss. Nella tela piena di luce e movimento, i colori sono vibranti, la pennellata veloce e i  contrasti luminosi sapientemente studiati.

Andrea Schiavone attinse dal suo maestro ideale Parmigianino, presente in mostra col capolavoro Madonna di San Zaccaria degli Uffizi, dall’amico Jacopo Tintoretto e da Tiziano, presente in quest’occasione  con la  Madonna Aldobrandini dalla National Gallery di Londra.

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Tiziano, Madonna Aldobrandini – 1530

La Madonna di San Zaccaria di Parmigianino del 1530-1533 è un dipinto pervaso dal movimento, da sinistra a desta, evidenziato dallo slancio di San Giovannino verso Gesù. Le pennellate sono orizzontali, molto lunghe rendendo l’atmosfera vibrante e inquieta, tipica del Manierismo e di molte opere dell’artista. San Zaccaria è di spalle e la torsione del corpo e la direzione dello sguardo si contrappone al gruppo a sinistra, compatto e in secondo piano. Il colore del corpo del Bambino e cinereo, riferimento alla triste fine che l’attende.

La coeva Madonna Aldobrandini di Tiziano è uno dei grandi capolavori della mostra, trionfo del colorismo veneto. Anche in questa tela le figure sono legata da un’ideale movimento che partendo dal corpo di San Giovannino, attraverso le mani del piccolo Santo e della Vergine che circondano Santa Caterina e il Bambino, culmina nel volto di Maria. Le vesti piene di luce delle due donne rimandano al cielo sullo sfondo, emergendo dal paesaggio alle loro spalle.

Felicia Guida per 9ArtCorsoComo9

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