Caso Selinunte: lo sponsor come nuova frontiera per la conservazione d’arte

0 797

Ci permettiamo di dubitarne: non è verosimile infatti che Sisto IV fosse intenzionato a detrarre, scalare o dedurre il costo della realizzazione della Cappella Sistina, bensì il Papa all’epoca doveva altresì desiderare di lasciare il proprio nome collegato ad un’opera di enorme valore artistico e durata storia – obiettivo raggiunto, peraltro.

sito selinunte
Selinunte

Altresì, ci permettiamo di credere che un fine leggermente più prosaico stia alla base dei 50.000 euro che le Cantine Settesoli volevano donare – e doneranno, infine – al Parco Archeologico di Selinunte, ma senza malizia, giacché in ogni caso attualmente è pressoché impensabile effettuare una donazione senza che se ne abbia un ritorno pubblicitario (e degli effetti sulla dichiarazione dei redditi non ce ne occupiamo). L’impossibilità viene già dall’etimo: dal latino spondere, “promettere solennemente”, lo sponsor attraverso contributi in denaro o altra forma si occupa di sostenere eventi, squadre, attività, ricerche e persone. E musei e parchi archeologici, ça va sans dire.

Allora, chiariamo che nel caso della donazione in questione si è trattato di un ennesimo caso di mala-burocrazia, vezzo tutt’altro che raro in Italia (di burocrazia si muore, non a caso sembra una malattia). Per quanto la Sicilia sia regione a statuto speciale, per quanto il parco goda di autonomia gestionale, oltre un anno fa il flusso di denaro dall’azienda vitivinicola (sita a breve distanza dal sito archeologico) fu stoppato bruscamente in quanto il campo delle sponsorizzazioni era sì disciplinato dal Codice dei Beni culturali e dal Codice dei Contratti, ma tale disciplina era di arcana e oscura interpretazione. Serviva perciò una circolare esplicativa sulle sponsorizzazioni, dato che anche le linee guida annesse (!) erano fumose.

lasciapassare-e1446115091542
Alla ricerca del Lasciapassare

La sensazione, non nuova, è quella di trovarsi ne Le 12 fatiche di Asterix e di essere alla ricerca del famoso Lasciapassare A38. Noi italioti potremmo anche provare l’angoscia di un Alberto Sordi magistrale Detenuto in Attesa di Giudizio, ma insomma stavolta è andata anche bene, anche rispetto ai tre anni occorsi alla Tod’s di Della Valle per aggiudicarsi alla modica cifra di 25 milioni il restauro del Colosseo (ed i relativi diritti di sfruttamento).

A Selinunte verranno dati/cercati fondi fino a 500.000€ col sistema del fundraising
, partendo da una donazione di 6.500€ destinata ad una cartografia ragionata a distribuzione gratuita a doppio logo Cantine/Istituto Regionale. Dirottati quindi gli altri danari nel fundraising, altri se ne dovrebbero cercare per tre anni a partire da fine mese, quando il team di esperti (in burosaurocrazia?) al lavoro dovrebbe concludere definitivamente l’odisseo di questi 50.000 bigliettoni. Va detto, finalizzati a lavori di sicura utilità, come il miglioramento dell’illuminazione del sito e il percorso visita per disabili.

donuts
Presto una ciambella campeggerà su San Marco?

All’s well that ends well? Di denari c’è senz’altro bisogno, soprattutto per il sostentamento del patrimonio artistico italiano, tanto meraviglioso ed enorme quanto fragile: già da decenni però la fanta-sciociologia ci propone un futuro di sponsorizzazioni estreme, e noi ammettiamo senza timore che paventiamo con raccapriccio un futuro con un’insegna di grande distribuzione sugli Uffizi K-Mart, o il logo di un fast-food dolciario Basilica Dunkin’ Donuts di San Marco.

Le sponsorizzazioni van benissimo, scadere nel ridicolo molto meno: a questo punto i motti latini si sprecherebbero, ma limitiamoci a sperare nel buon senso, senza troppo ottimismo.

Vieri Peroncini per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.