Pompei vince la grande sfida del 2015: sei domus restaurate

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casa frutteto
domus del Frutteto

Il 23 dicembre sarà una giornata storica per la meravigliosa Pompei, saranno restituite all’umanità sei domus completamente restaurate. Non è stato facile terminare i lavori vista la complessità del sito, ma era l’ultima scadenza fissata dall’Ue che ha finanziato gli interventi: parliamo di ben 105 milioni di euro, questa volta ben spesi per le domus dell’Efebo, di Paquio Proculo, di Sacerdos Amandus, del Frutteto, del Criptoportico e la Fullonica di Stefano. In quest’occasione sarà presentato anche il nuovo logo di Pompei, e non resta che sperare nel buon esito di altri restauri in corso come i legni di Moregine e le decorazioni delle domus Vettii e di Giulio Felice.

Il sito di Pompei ogni anno è visitato da oltre due milioni di persone ed è l’unico sito archeologico al mondo in grado di mostrare l’aspetto di un antico centro romano del 79 a.C. Con un’estensione di circa 66 ettari, necessita di interventi di restauro e conservazione continui, dispendiosi ma  indispensabili per garantirne la sopravvivenza nei secoli.

efebio apompei
L’Efebo

Le domus rese accessibili da oggi sono molto importanti per conoscere la vita quotidiana, usi e costumi delle diverse classi sociali del I secolo a.C., da Paquio Proculo ai lavandai. La decorazione della domus del Criptoportico nella parte alta  riproduce varie scene tratte dalla guerra di Troia, con Peste nel campo acheo e I giochi funebri in onore di Patroclo, sulla parete di fondo è dipinta la Fuga di Enea col padre Anchise e il figlio Iulo. L’affresco è un rimando alla storia di Roma ovvero Alba Longa, fondata dall’eroe in fuga verso le coste del Lazio. Nel giardino della dimora furono rinvenuti due calchi davvero toccanti, una madre che protegge la figlia dalla furia del Vesuvio e uno schiavo con un ceppo legato alla caviglia che disperato cerca la fuga.

Un documento molto importante, adesso visibile in tutta la sua bellezza, è anche la decorazione della domus del Frutteto  dimostrazione che gli agrumi erano già acclimatati e coltivati nel I sec. D. C. in Campania.

copertinapompeiTipica del ceto medio è la domus dell’Efebo il bronzo lì collocato sino all’eruzione, che il proprietario dell’abitazione P. Cornelio Tegete adattò a portalampada. La scultura è una copia di originale greco del V secolo a.C. conservata oggi al Museo archeologico di Napoli. La casa è un aggregato di vani comunicanti con tre porte di accesso, un prezioso intarsio marmoreo al centro del pavimento e nel giardino si trova un dipinto bellissimo di Marte e Venere.

Unica per struttura e dimensioni dei locali la Fullonica di Stefano, la lavanderia tipica pompeiana con abitazione al primo piano e bottega al pian terreno. Qui lavava, tinteggiava e stirava col torchio la servitù  che aveva a disposizione una cucina e un piccolo bagno, collocati oltre il giardino.

Felicia Guida per 9ArtCorsoComo9

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