#LEPAROLEVALGONO: Treccani e la sua campagna

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#LEPAROLEVALGONO è il simbolo della campagna lanciata da Treccani con l’obiettivo di portare tutti noi a riconsiderare il peso delle parole che usiamo, riflettendo sul senso delle stesse e valutandone la consistenza e il potere comunicativo. Ben visibile risulterà inoltre il percorso svolto nel tempo dalla nostra lingua e lo sviluppo della mentalità a essa collegata.

enciclopediatreccaniparticolare L’iniziativa prevede che, potenzialmente, ognuno di noi pensi a una “sua” parola, una parola che abbia un significato particolare, una parola che abbia avuto o che abbia ancora sulla persona un effetto specifico e di valore. Per questo, Treccani ha creato appositamente un piccolo portale dedicato all’inserimento, alla condivisione e alla lettura delle “parole che valgono”.

Per sostenere tutto questo originale e felice progetto è stato chiesto ad alcuni personaggi del mondo dello spettacolo di condividere la propria parola. È così che è possibile trovare Papa Francesco e la sua misericordia, Andrea Bocelli con pace e libertà, Francesco Totti con famiglia, Vasco Rossi con spericolata, Luciana Littizzetto e la sua resilienza, e molti altri ancora, oltre a quelli che si assoceranno nel corso delle prossime giornate.

In aggiunta ai testimonial d’eccezione si scoprono le parole di persone comuni, che decidono di condividerle sul portale, così da essere visibili a tutti noi, per far scattare una riflessione spontanea e una serie di domande sul perché quella parola possa significare tanto per qualcuno.
A titolo d’esempio, tra tutte le voci che spiccano nell’apposita sezione, colpisce – a mio avviso – la parola scelta dall’attore italiano Stefano Dionisi, cioè silenzio. In un contesto del genere, è stato scelto il senso del silenzio. Una portata preziosa, quella della parola silenzio, che non può passare inosservata. Una parola che se pronunciata tradisce il suo significato.

o-FRANCESCO-TOTTI-facebookA volte ci capita di leggere un libro o vedere un film o ascoltare una canzone, e lì troviamo una frase che ci colpisce, e la eleggiamo a sottotitolo del nostro periodo di vita, o diventa il nostro motto, o magari attira la nostra attenzione perché la colleghiamo a esperienze passate. Ma Treccani ha voluto andare ben oltre: innanzitutto non si parla di frasi, ma di parole; inoltre, la parola va trovata da noi, con la nostra testa e tutto il bagaglio dei nostri ricordi.
Una frase è composta da parole, e se ne si togliesse anche solo una tra quelle inserite allora cambierebbe, o si perderebbe, il senso totale dell’esposizione. Infatti, la parola, di per sé, anche la più piccola, racchiude un mondo di comunicazione. Scritta o parlata, la parola è e rimarrà sempre il principale mezzo di comunicazione. I rapporti stessi tra le persone si instaurano sulla comunicazione. È vero, spesso si parla troppo e in modo sconveniente, oppure si tace quando le parole aiuterebbero a risolvere o risanare un rapporto interpersonale. Ecco che questa campagna potrebbe venirci allora in soccorso, facendoci riflettere.

La parola e il suo uso, il suo potere comunicativo, persuasivo ed emozionale è materia d’arte e cultura sin dai tempi più remoti. Filosofi, retori, politici, poeti, narratori, pubblicitari, ecc. sanno quanto conti il peso delle parole, come queste siano in grado di regalare sorrisi e felicità a chi le ascolta o legge, oppure di creare malessere, dolore e cattivi pensieri.
La parola incanta, persuade e ammalia, ma sa anche ferire e provocare sofferenza. Dipende da come la si usa, dipende dalla carica e dalla qualità che ognuno di noi intende mettere nella sua comunicazione.

Non possiamo che sorridere di fronte alla campagna della Treccani, e invitare tutti a riflettere e condividere la propria personale parola con un hashtag: #leparolevalgono. Tutto il nostro mondo si fonda e si esprime sulla parola, non sottovalutiamone l’importanza costruttiva per tutti noi!

Sabrina Pessina per 9ArtCorsoComo9

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