Vivienne Westwood: la sua autobiografia rivela di più

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Il 3 dicembre è uscito il nuovo libro autobiografico dell’icona britannica tra le più eversive nel mondo della moda, Vivienne Westwood, edito presso la casa editrice Odoya.

Molti di noi avranno sentito pronunciare il nome della grande stilista in televisione, oppure avranno avuto modo di leggere un commento a una sua sfilata su una qualche rivista, o – per chi ne è appassionato seguace e fan – la conosceranno almeno come stilista da sogno che firma l’abito da sposa della venerata Carrie Bradshaw in Sex & the City. Insomma, in qualche modo abbiamo avuto
modo di sapere chi sia.

Ma quel che tutti, a detta della stessa stilista in commento al libro che racconta la sua vita, non sanno, è che c’è ben altro dietro alla donna simbolo dello stile punk. La sua autobiografia, scritta a quattro mani con l’ormai ben noto in campo di biografie altrui, Ian Kelly, svela precisamente quella parte del suo personale passato lasciato ben custodito e mai dato in pasto alle stampe in maniera ufficiale.

Innanzitutto, si parte dal fatto che il suo vero nome è Vivienne Isabel Swire, nata nel Derbyshire l’8 aprile 1941. Il cognome con cui sta continuando a fare storia le è stato accostato dopo il suo primo matrimonio, con Derek Westwood nel 1961. La sua famiglia era di umilissime origini, pochi soldi, cibo povero e poco vario, vestiti fatti in casa con pezzi di tessuti ricavati in qualche modo. Ma la nostra Vivienne ha saputo decisamente alzarsi in piedi e camminare con le sue gambe: studia da stenografa e inizia a insegnare come maestra. Trasferitasi nella bella Londra, il suo stile non passa inosservato lungo le strade, eccentrico nel suo sfidare gli schemi e le consuetudini.

Malcolm McClaren singer with fashion designer Vivienne Westwood
Il cantante Malcolm McClaren con la Westwood

Dopo il primo matrimonio finito male, è il secondo uomo della sua vita, Malcolm McLaren, che la porta ad avviare e aprire il negozio che è stato punto di partenza per la diffusione del punk. A seguire, l’ulteriore fallimento amoroso con McLaren e un crollo economico. È allora la nostra Italia che le offre una successiva possibilità di rinascita, grazie al memorabile Elio Fiorucci, conosciuto attraverso il manager Carlo D’Amario, inaugurando la presenza stilistica del marchio della grande donna sulla nostra penisola.

Ma la persona della Westwood va oltre l’intraprendenza, la determinazione e la moda. La cultura e le questioni sociali occupano un posto di rilievo all’interno della sua vita attiva e impegnata verso il prossimo. In aggiunta alla sua presa di posizione battagliera contro il consumismo e alla sua eterna lotta contro il  sistema, la stilista è presenza costante nelle campagne contro il riscaldamento della terra, causa che a lei sta molto a cuore e alla quale si dedica con sentimento.

Fashion designer Vivienne Westwood poses for photographers during an anti-fracking protest in central London March 19, 2014. REUTERS/Neil Hall (BRITAIN - Tags: POLITICS FASHION SOCIETY ENERGY CIVIL UNREST) - RTR3HQHR
La Westwood durante una protesta a Londra nel 2014

È stato inoltre all’inizio di questo dicembre che la Westwood ha deciso di “regalare cultura” per il periodo delle vacanze natalizie, con un’iniziativa durata 12 giorni, avvalendosi del successo del suo brand sui social network e del sostegno dei media per la propaganda. Su Twitter è stato così lanciato il #12DaysOfCulture, offrendo opportunità di vivere la tanto preziosa cultura con possibilità di vincere biglietti per esperienze culturali e condividere sotto lo stesso hashtag le proprie indipendenti avventure.

Spesso moda, riflettori, passerelle e fama oscurano la vera essenza di una persona che ha con sé una storia di rilievo, di un passato o anche di un retroscena presente, in grado di aggiungere ancora più apprezzamento a quel successo che già le viene riconosciuto. Sfogliare l’autobiografia della Westwood completerà decisamente il quadro di una grande donna conosciuta in tutto il mondo solo per pochi suoi aspetti.

Sabrina Pessina per 9ArtCorsoComo9

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