“Bisbetica”, commedia sui rapporti uomo-donna in scena a Roma

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La storia de La Bisbetica domata è nota: la vicenda, ambientata a Padova, vede come personaggi principali le due figlie del nobile Battista, la più grande, Caterina, ha un carattere terribile e nessuno la chiede in moglie, la minore, Bianca, è dolce e mansueta ed è corteggiata da Gremio e Ortensio. Battista ha deciso che Bianca non potrà sposarsi finché non avrà trovato marito la sorella maggiore. I pretendenti di Bianca cercano allora di trovare un marito per Caterina e lo trovano nel veronese Petruccio, che, attratto dalla dote della fanciulla, non si lascia per nulla spaventare dal tremendo carattere di lei, ben deciso a sposarla.

Il cast La BisbeticaIn questa versione riadattata, dal titolo Bisbetica. La bisbetica domata di William Shakespeare (in scena al teatro Quirino di Roma fino a 20 dicembre), con la regia di Cristina Pezzoli e la traduzione e drammaturgia di Stefania Bertola, si assiste ad uno spettacolo moderno, dove ritroviamo l’originaria cornice del teatro nel teatro di Shakespeare, ma la figura del calderaio ubriaco Sly, viene sostituita dal gruppo di attori che, in mancanza del regista, dovrà autogestirsi e mettere in scena la commedia. A tirare le fila e a dare linfa allo spettacolo rappresentato è Caterina/Nancy Brilli (l’attrice alle prese per la prima volta con il teatro shakespeariano), gli attori, le cui vite si mescolano con quelle dei personaggi che interpretano, riescono a portare in scena una commedia viva ed attuale.

Particolarmente interessante è la citazione del titolo in lingua originale, The taming of the Shrew, alla lettera “la doma della bisbetica”, facendo notare che l’opera sembra più un manuale su come domare una donna ribelle, linguacciuta, vista come un diavolo da reprimere, da “mettere al suo posto” e questo era un tema molto comune all’epoca del Bardo.
La bisbeticaQuesta visione maschilista viene mal digerita dalla protagonista, che non approva la sottomissione della donna. Ma nello spettacolo emerge la genialità originale del testo: Shakespeare al solito, mentre sembra affermare una cosa, insinua spesso il contrario.
Caterina è una donna ostile, ma perché le persone che la circondano non la capiscono e spesso la mortificano, come il padre, che le preferisce palesemente la sorella minore, apparentemente dolce e malleabile. Caterina, l’attrice e personaggio, è così e non si nasconde dietro qualcosa che non è, e l’uomo che la prende in moglie lo sa ed è pronto ad accettare la sfida. Certo, Petruccio lo fa per denaro, ma è innegabile che tra i due c’è uno scontro alla pari. Il primo incontro/scontro tra Caterina e Petruccio, viene qui reinterpretato in toni spontanei, a tratti violenti, ricco di battute sagaci e divertenti, nel quale è palese che i due personaggi si equivalgono.

In questa produzione viene messo ancora più in luce quel messaggio innovatore di cui Shakespeare si fece portavoce, dimostrando che le donne sanno tenere testa agli uomini e, se sottostanno a loro, dev’essere per libera scelta.
L’attrice Caterina/Brilli, benché restia a interpretare il dialogo finale nel quale dimostra la sua sottomissione al marito, alla fine accetta di farlo, ma solo perché è lei a volerlo fare, dando così alla Caterina personaggio una connotazione di forza, della donna che sceglie Lei di agire, senza che nessuno le imponga mai nulla.

Gaia Del Riccio per 9ArtCorsoComo9

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