Hic et Nunc – Uomo e Natura

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Hic et nunc è una locuzione latina che tradotta significa qui ed ora: questa espressione indica una necessità di azione che non ammette proroghe e deve obbligatoriamente attuarsi per saziare il proprio animo ribelle.

Questo vorrei divenisse lo spazio in cui ogni lettore può essere informato su ciò che accade intorno a lui ora nel mondo dell’arte e non solo, per ridurre le distanze e mostrare come le comunità artistiche che ci circondano siano continuamente aggiornate; non solo grandi mostre ma anche festival, piccole gallerie, azioni indipendenti degne di nota.

natura-naturans-invade-villa-panza_c71cce78-133a-11e5-b3b4-ba117256a97a_998_638_displayL’ecologia è un concetto la cui definizione risale al 1866 quando il biologo tedesco Ernst Haeckel la definì:

[…] lo studio di tutte quelle complesse relazioni alle quali Darwin fece riferimento come alle condizioni della lotta per l’esistenza.

Da allora è stato uno dei temi più scottanti della nostra quotidianità ed inevitabilmente è entrato a far parte anche delle creazioni artistiche contemporanee, realizzate soprattutto come sunto di ciò che ci circonda e capaci di farci apprendere i cambiamenti della società.

In questo direzione si muove la mostra della Galleria Civica di Trento visitabile fino al 31 gennaio 2016 dal titolo Nature, Arte ed Ecologia: attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea e i lavori di alcuni tra i maggiori artisti del nostro tempo viene proposta un’indagine attuale ed urgente sull’ecologia.

Più di cinquanta gli artisti che hanno deciso di partecipare all’iniziativa tra nomi nazionali, internazionali e nuove scoperte: Christo, Tony Cragg, Antoni Tàpies, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano e tanti altri ancora.

a96f6131a4303f09f58a5fbffe92d571Partendo dalle suggestioni di alcune delle opere presenti nelle Collezioni del Mart, alle quali si aggiungono prestiti provenienti da gallerie e raccolte private, la mostra vuole accompagnare il visitatore lungo un percorso libero, eterogeneo e non dogmatico su uno dei leitmotiv del dibattito contemporaneo. A opere dal forte contenuto politico si affiancano così lavori talvolta ironici o maggiormente lirici, in un’esplorazione non univoca della relazione tra uomo e natura.

Secondo Joseph Beuys, presente in mostra, abbiamo ancora poco tempo per comprendere come definire il nostro percorso di vita in maniera differente rispetto al passato e comprendere come allineare le nostre esistenze ai bisogni naturali; la visione dell’arte contemporanea è stata una delle prime che ha saputo cogliere le necessità di espressione della Natura per renderle evidenti al sistema di comunicazione dei mass media, grazie a forme quali la Land Art o la Public Art.

A Varese un’altra mostra coglie invece il lato più spirituale del rapporto tra essere umano e natura: Natura Naturans, fino al 28 febbraio 2016 le opere di Roxy Paine e Meg Webster ospitate in Villa Panza.

La villa, patrimonio del FAI, prosegue il suo viaggio alla scoperta del senso della vita, della spiritualità e dell’universo con una mostra sulla natura. L’uomo come si relaziona a essa: madre o matrigna, entità che mettiamo in pericolo o pericolo che può anche ferirci? La sostenibilità dell’ambiente è resa sempre più difficile dall’intervento dell’uomo, che non sa rinunciare a modificarlo per migliorare la qualità della propria esistenza.

Willy-Verginer-Tra-idillio-e-realtà-2014-courtesy-l’artistaÈ su questi temi, riguardanti anche la sfera della relazione uomo-cosmo, che si incentra l’esposizione: una doppia personale dedicata a Roxy Paine e Meg Webster, due artisti americani di linguaggio e generazione diversi che partono da punti di vista opposti. Li accomuna un’idea della natura come ciclo continuo di crescita e decadimento, come descritta dall’espressione del filosofo Baruch Spinoza che dà il titolo all’esposizione.

Ventotto opere e installazioni, realizzate tra il 1982 e il 2015, sono ospitate lungo un percorso che si snoda tra gli spazi interni ed esterni della villa, creando un armonioso equilibrio fra natura, architettura e opere della collezione permanente. Roxy Paine lavora seguendo il principio dell’imitazione e della trasformazione, con materiali sintetici di provenienza industriale, colonizzando gli ambienti con opere che riproducono fedelmente fiori, piante e funghi. Meg Webster declina questa stessa tematica realizzando veri e propri monumenti dedicati alla terra, vista come sorgente instancabile di vita.

La critica all’uso inconsapevole e spesso distruttivo delle risorse ed energie naturali perpetuate quotidianamente dall’umanità era uno dei maggiori motivi di riflessione dell’appena passato EXPO Milano 2015 e per questo motivo il FAI ha ritenuto che un’esposizione di questo livello sociale e culturale potesse delinearsi come l’adeguata conclusione di un anno pregno di iniziative atte a valorizzare il rispetto per la nostra Terra.

Chiara Bonatti per 9ArtCorsoComo9

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