J. J. Abrams e la creazione di un meta-romanzo artistico

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Teseo 4Per gli appassionati di fantascienza, cinema, televisione, J. J. Abrams non è solo un nome, è una promessa. Chiunque si avvicini alle sue produzioni con coscienza di causa sa che il sentimento prevalente durante la fruizione sarà uno: la confusione. Molte cose non torneranno, la maggior parte dei segreti rimarranno tali, il cerchio della trama non si chiuderà mai completamente. Lost ce lo ha insegnato, Fringe e Alcatraz ce lo hanno ribadito, mentre il mondo aspetta il 16 Dicembre per vedere cos’ha in serbo il visionario regista e sceneggiatore per i fan di Star Wars. Nel frattempo, però, Abrams ha deciso di avventurarsi in un altro mondo, quello dell’editoria, dando vita ad un romanzo che, in quanto a complessità, fa concorrenza a Lost: S. La nave di Teseo.

Teseo 2Prima di parlare di questo libro è bene sottolineare che si tratta di un esperimento metanarrativo, probabilmente unico nel suo genere. Si tratta di un meta-romanzo, creato (nella realtà) a quattro mani da J. J. Abrams e Doug Durst, che ha curato l’effettiva scrittura del testo. Il libro è un finto racconto scritto da un fittizio scrittore europeo di inizio Novecento, V. M. Straka, pubblicato postumo nell’ottobre del 1949 e tradotto da un altrettanto immaginario studioso di nome F. X. Caldeira. Come se questo non bastasse, l’edizione che si ha in mano risale proprio alla metà del XX secolo, ed è infatti ingiallita e consumata, presa in prestito dalla biblioteca della Laguna Verde High School, come rivela la scheda incollata sulla costa del libro. Non finisce ancora qui. La trama non si limita solamente al racconto espresso pagina dopo pagina, ma è molto di più. Se la storia ufficiale, infatti, sarebbe quella di un uomo rapito e portato su una misteriosa nave, popolata da stranieri che parlano creolo e di cui non si sa la destinazione, qui l’elemento meta-narrativo prende il sopravvento. Tra le varie pagine si nascondono fogli volanti, post-it, biglietti, frasi che vanno ad arricchire il romanzo, creando una seconda sotto trama che completa, ma non del tutto, la prima, seguendola in parallelo e incrociandone indirettamente alcuni punti. Quest’ulteriore narrazione ha come protagonisti Jen e Eric, rispettivamente laureanda ed ex-dottorando, che, senza mai incontrarsi di persona, comunicano tra di loro attraverso il libro, restituendolo e ritirandolo dalla biblioteca, lasciandosi messaggi ed annotazioni ai margini del testo. Il loro scopo è cercare di scoprire il segreto dello scrittore, la cui identità è ignota, e il lettore segue passo passo questa indagine, consultando le note a margine che si susseguono senza un ordine cronologico.

Teseo 3Com’è facile intuire, la lettura di questo romanzo non è affatto facile o immediata. Doug Durst ha ammesso di aver ricevuto decine di e-mail che gli chiedevano come affrontare una così particolare impostazione del testo. Le possibilità sono infatti molteplici: si possono leggere solo i capitoli ed ignorare le annotazioni, affrontare il racconto e le note in contemporanea, lasciare da parte il testo e concentrarsi solo su ciò che hanno scritto Jen ed Eric, seguire gli appunti in modo cronologico oppure lineare… Insomma, infinite scelte. Ed è proprio questa caratteristica a rivelare che, in fondo, il motivo di questa impostazione è la volontà di giocare con la scrittura, con l’immaginazione ed il potere della parola scritta. Per fare ciò, Abrams e Durst sfruttano anche la forza visiva del testo fisico, della carta, creando un contorno che è parte integrante della lettura. Ciò non toglie che sia previsto anche una versione e-book di S. La nave di Teseo, che, per stessa ammissione degli autori, offre però un’esperienza molto diversa.

L’esperimento è molto particolare, e questo non attira certo un folto bacino di lettori, come le vendite hanno purtroppo dimostrato. Ma coloro che l’hanno letto lo consigliano caldamente, anche gli accaniti lettori, solitamente strenui difensori del libro fisico contro la nuova tecnologia, che riconoscono in quest’opera un passo avanti verso una possibile rivoluzione dell’editoria, questa volta focalizzata sull’arte e non su nuove strategie di marketing.

Eleonora Rustici per 9ArtCorsoComo9

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