E se la Gioconda celasse il ritratto di un’altra dama?

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Mona_Lisa,_by_Leonardo_da_Vinci,_from_C2RMF_retouchedNon c’è pace per le opere di Leonardo da Vinci: dopo il presunto falso della presunta opera di Leonardo La Bella Principessa per mano del falsario Shaun Greenhalgh, adesso è il turno della Gioconda.

Il quadro più enigmatico della storia dell’arte è al centro di una nuova disputa-studio: pare che dopo un’attenta e sofisticata analisi del quadro, si sia scoperto che sotto la Monna Lisa si celi un altro dipinto, il ritratto di un’altra donna. Infatti, Pascal Cotte, l’esperto che da 10 anni studia l’opera con macchinari sempre più all’avanguardia nonché autore di tali affermazioni, sostiene che la Gioconda non sia Lisa Gherardini, moglie del mercante di seta fiorentino Francesco del Giocondo, bensì un’altra dama dall’identità sconosciuta: i presunti dipinti sottostanti, rappresentano una donna agghindata più riccamente rispetto alla Gioconda attuale, ed anche i lineamenti paiono diversi e modificati durante i ritocchi finali.

E se semplicemente Leonardo avesse deciso di ritrarla diversamente cambiando idea di volta in volta? E se fossero stati proprio i committenti a voler un ritratto più morigerato e meno sfarzoso?
Leonardo dipingeva per studio più che per ricerca estetica
. Dai documenti che sono giunti fino a noi non possiamo non notare la sua natura intellettuale inquieta, sempre alla ricerca di nuove formule, idee ed invenzioni. Quanti progetti ha iniziato e mai completato? Quante bozze e schizzi abbiamo ammirato senza comprenderne le finalità? Senza contare la mole di misteri presenti nelle sue opere, forse provocazioni o forse sue ricerche sulle immagini e le proporzioni, di cui purtroppo però, non ha lasciato traccia di spiegazione. 

_87103875_lisaCotte, che ha ottenuto nel 2004 il permesso del Louvre per studiare l’opera, ha spiegato durante The Secrets of the Mona Lisa, il documentario che la Bbc gli ha dedicato e che andrà in onda quest’oggi, di aver utilizzato il Layer Amplification Method (LAM), ovvero un potente fascio di luce che gli ha rivelato ben quattro strati di pittura celati dal dipinto che tutti noi conosciamo, strati che raccontano i ripensamenti, gli aggiustamenti e le correzioni del Genio alla sua opera, per un totale di 155 elementi nascosti sotto la vernice, ovviamente non visibili ad occhio nudo.
La critica ufficiale non si è sbilanciata ed ha accolto con scetticismo le rivelazioni dello studioso francese dato che non è certo il primo a dichiarare presunte scoperte clamorose circa la Gioconda, spesso poi rivelatesi infondate.
Cotte però è più che sicuro sia del metodo utilizzato che dei risultati ottenuti presso il da lui fondato Lumiere Technology, centro che ha già analizzato in passato altri dipinti di Leonardo (tra i quali, anche La Bella Principessa, confermandone la paternità davinciana), nonostante il Louvre ne abbia preso le distanze sottolineando la non appartenenza di Cotte al team ufficiale di ricercatori del museo.
Lo studioso illustrerà le sue ricerche e le sue teorie nel libro Lumière on the Monna Lisa. Leonardo da Vinci. Hidden portraits, già presentato a Londra e Shangai, la cui prefazione è curata dal direttore del Museo Ideale di Vinci, Alessandro Vezzosi, sostenitore di Cotte.

Come già detto in precedenza, già altri hanno formulato ipotesi e spiegazioni alternative circa il significato della Gioconda. Per citarne un paio tra le più recenti abbiamo quella di Sophie Herfort, studiosa francese che sostiene nel suo libro Le Jocond (2011) che la Gioconda non sia effettivamente Monna Lisa Gherardini, ma Giacomo Caprotti detto Salai, allievo ed amante del Maestro, ritratto nei domestici abiti femminili che solea portare, spiegando perciò il perché l’opera non fu mai in possesso del suo presunto commissionatore Francesco del Giocondo.
E ancora, la teoria alternativa dello storico Roberto Zapperi riconosce nel ritratto Pacifica Brandini, amante del figlio di Lorenzo de’ Medici, Giuliano, morta poco dopo la nascita del loro figlio illegittimo: quest’ultimo commissionò il ritratto della donna ormai deceduta a Leonardo, ma Giuliano morì prima che il dipinto fosse completato, ed ecco un’altra spiegazione del perché Leonardo lo possedette fino alla morte.

Mona-5-stepsDa quando l’uomo ha iniziato a sviluppare tecnologie e macchinari di analisi sempre più sofisticati, si è cominciato ad applicarle allo studio della Gioconda, perciò è da circa mezzo secolo che si cerca di comprendere i tanti interrogativi legati all’opera. Quell’espressione indecifrabile non dà pace agli studiosi dell’arte, che non riescono comprendere il significato, lo stato d’animo e l’espressione della donna ritratta: d’altronde non è un mistero legato alla natura o alla vita, è un mistero creato da un uomo quindi dovrebbe essere più accessibile, ma la mente che lo ha ordito è talmente sopraffina che ha saputo dar vita a un’enigma quasi dogmatico. Per non parlare degli occhi, che seguono ovunque lo spettatore si sposti, o le teorie che vedono nella Gioconda un Leonardo travestito da donna, ancora più provocatore e incomprensibile.

Chissà qual è la verità, qual è il vero significato dell’opera e la reale identità della donna ritratta, però, devo ammetterlo, ho sempre avuto un sospetto: Leonardo forse non aveva nessuna intenzione di creare tutto questo mistero, tutti questi dubbi e interrogativi. Semplicemente dipingeva così, in maniera geniale, secondo un proprio codice imperscrutabile.

Carlotta Tosoni per 9ArtCorsoComo9

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