Edizioni Charta dona 923 nuovi titoli alla Statale di Milano

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191416992-6d7bd89f-5c97-4f8a-bb45-fa55036d678dI nomi famosi che sono passati per l’Università Statale di Milano, conseguendo oppure no la laurea, sono molti: Giorgio Armani, Enrico Mentana, Gino Strada. Molti di loro, una volta reso celebre il proprio nome, decidono di dare indietro al proprio ateneo qualcosa, un riconoscimento per l’insegnamento offerto. Tra questi si aggiunge ora anche Giuseppe Liverni, fondatore della casa editrice d’arte Charta, che ha deciso di fare un’ultima donazione (dopo la chiusura della casa) alla Statale di Milano, offrendo 923 titoli, l’intero catalogo di Charta, provenienti dalla biblioteca personale di Liverani.

Quella delle donazioni è una tradizione per la casa editrice, ad oggi ufficialmente chiusa dopo essere stata liquidata a fine Dicembre 2013 ed aver pubblicato oltre 900 libri, il 90% dei quali in inglese. Una realtà particolare, una casa indipendente che, per oltre 21 anni, era riuscita a farsi strada in mezzo ai grandi nomi dell’editoria, ad avere anche il proprio nome segnato nei cataloghi d’arte, ma che ha dovuto far fronte alla crisi portata dalla tecnologia. Nella lettera aperta presentata da Liverani, il fondatore (che è anche attivista politico) spiega i motivi della chiusura in modo chiaro e diretto, puntando il dito anche sulle banche che, a suo parere, non hanno aiutato un’azienda che ha cercato in ogni modo, e fino in fondo, di far valere il marchio Made in Italy:

Non ci lamentiamo per partito preso, siamo però consapevoli che aver prodotto ostinatamente i nostri libri in Italia, e nel rispetto della legge, ha impoverito le casse di Charta. Non ci riconosciamo più in un mondo dove trionfa la finanza invece del lavoro e la competizione sconfina sempre di più nella concorrenza sleale e nel conflitto di interesse, come sempre più spesso avviene in Italia. Non ci piace questo mercato sempre più distorto, diseguale, ingiusto e corrotto, in un Paese dove vivere e lavorare nella legalità sembra quasi un lusso per pochi utopisti, una fissazione romantico-sentimentale. Non siamo rassegnati, siamo rattristati perché lasciamo questo mestiere, un’arte, in una situazione a dir poco imbarazzante.

Charta alla Biennale di VeneziaUn percorso, dicevamo, che ha visto Liverni impegnato in continue offerte alle varie biblioteche, fondazioni e associazioni del mondo, dalla Library of Congress di Washington al Carcere di Bollate, passando per l’Accademia di Brera a Milano e la Columbus University di New York. Il fondatore di Charta decide così di compiere un ideale cerchio, volendo offrire il proprio catalogo proprio a quel Dipartimento dei Beni Culturali e Ambientali dell’Università Statale di Milano che lo vide iscritto ai suoi corsi nell’anno accademico 1967/68. Un mezzo anche per ricordare, attraverso questi volumi, la storia di questa realtà Made in Italy e delle sue tappe, del suo cammino per raggiungere i più grandi editori, senza mai abbandonare quel sentimento di artigianalità, quel sapore controcorrente che la distingueva. Il gesto dell’editore è stata accolto con piacere dal direttore del dipartimento Fabrizio Slavazzi, che ha commentato

La generosa donazione di Liverani, al quale esprimiamo tutta la nostra gratitudine ci fa particolarmente piacere anche per l’attenzione che – da alumno della Statale – dimostra per i nostri studenti: per precisa volontà dell’editore infatti, il ricco catalogo sarà messo direttamente a loro disposizione nella biblioteca di Via Noto, alleato prezioso e di grande suggestione per i loro studi.

Charta LibroInsieme a quest’ultima donazione Charta ha presentato, quasi in contemporanea, il suo ultimo libro, programmato per la stampa prima della chiusura della casa editrice. Il 19 e 21 novembre si è infatti tenuto a New York il book launch di Open City di Diane Lewis, coeditato a marzo 2015 con The Cooper Union for the Advancement of Science and Art, prestigiosa università newyorchese.

Il capitolo contrassegnato da Charta e dalla sua editoria d’arte si è quindi concluso. Ma Liverani è stato anche uno dei primi leader del Movimento Studentesco di Milano, nonché ideatore di Smemoranda. Classe 1947, resteremo in attesa di vedere a quale altra idea di successo deciderà di prendere parte.

Eleonora Rustici per 9ArtCorsoComo9

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