L’arte della truffa o la truffa dell’arte?

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PICTURED IS SHAUN GREENHALGH ARRIVING AT BOLTON CROWN COURT TODAY (FRIDAY 16TH NOVEMBER 07). THE GREENHALGH FAMILY FROM BOLTON, GREATER MANCHESTER WERE ARRESTED FOR FRAUD AFTER A STAUE OF AN EGYPTIAN PRINCESS HAILED BY THE ART WORLD AS BEING OF "GREAT SIGNIFICANCE" WAS EXPOSED AS A FAKE. From: Rachel Dale Date email received: 26.01.2009 *** Local Caption *** Disclaimer: While Cavendish Press (Manchester) Ltd uses its' best endeavours to establish the copyright and authenticity of all pictures supplied, it accepts no liability for any damage, loss or legal action caused by the use of images supplied. The publication of images is solely at your discretion.Shaun Greenhalgh è un falsario britannico noto per ordito truffe artistiche tra 1989 e il 2006 ai danni di gallerie, musei, case d’asta e collezionisti, creando un giro milionario basato sulla sua abile contraffazione di opere artistiche e reperti archeologici. Qualche esempio? Statuette egizie, antichità romane, statue di Gauguin.

Greenhalgh ha scontato una pena di 5 anni conclusasi nel 2012 ed ha recentemente pubblicato il libro A Forger’s Tale dove oltre a raccontare le sue vicissitudini, rivendica la paternità del disegno La Bella Principessa, schizzo niente meno che attribuito a Leonardo da Vinci, scoperto nel 1998 quando fu venduto dalla casa d’aste Christie’s di New York per 20.500 euro: l'”opera” risalirebbe al 1978 e la donna ritratta sarebbe Sally, una cassiera di un supermercato di Bolton.

Crollano quindi le supposizioni, gli studi e soprattutto le quotazioni della Bella Principessa, che in un primo momento si supponeva fosse un’appartenente al casato degli Sforza, più nello specifico Bianca, sulla cui autenticità si era schierato l’autorevole storico dell’arte Martin Kemp nonché professore dell’università di Oxford, che sulla questione nel 2010 aveva scritto il libro La Bella Principessa: The Profile Portrait of a Milanese Woman, dove riportava tutti gli studi e le scoperte.

indfffffffex Shaun Greenhalgh non è certo uno sprovveduto e sa il fatto suo e la sua abilità di falsario in questo caso ha raggiunto l’apice. Infatti per realizzare questo falso perfetto, l’uomo ha utilizzato una tela risalente alla seconda metà del ‘500 realizzata con gli stessi componenti delle tele utilizzate da Leonardo, e qui il primo elemento fuorviante, per rendere ancora più complicata la datazione dell’opera, i pigmenti utilizzati sono stati realizzati dallo stesso Greenhalgh che si è peritato di utilizzare carbone vegetale ottenuto dalla legna di alberi secolari. E per imitare il tratto mancino del genio vinciano? Semplice, è bastato dipingere il ritratto ruotando di 90° la superficie.

All’epoca della sua scoperta, gli esperti della casa d’aste ritennero la tela una copia in stile leonardesco risalente all’Ottocento, ma bisognerà attendere il 2007 perché un collezionista canadese sostenesse di avere per le mani un’opera autentica di Leonardo. Da lì un susseguirsi di studi e di conferme, smontati in un colpo solo dal presunto autore, che ha smascherato un’eventuale incompentenza dei cosiddeti esperti. Facendo passare così il varo dell’opera da 150 milioni a 100mila euro.

indexrrrr L’autore della prefazione dell’edizione italiana del libro La Bella Principessa: The Profile Portrait of a Milanese Woman è Vittorio Sgarbi, che prontamente ha chiesto al sedicente autore le prove di tale truffa perfettamente ordita.

Il condizionale in questi casi d’obbligo, poiché quest’ultima dichiarazione di Greenhalgh potrebbe essere una truffa nella truffa, ma nel caso in cui dicesse il vero, sarebbe una figura davvero pessima per gli storici dell’arte, degli studiosi, degli esperti. Esperti di cosa? È davvero così facile raggirare l’occhio allenato di chi analizza opere per professione?

Tra le tante domande che il caso ha sollevato, mi viene naturale domandarmi: anche la truffa è un’arte?

Carlotta Tosoni per 9ArtCorsoComo9

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