I Gulliver di oggi, dalla penna di Swift una storia senza tempo

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Più di trecento anni fa dalla penna del visionario ed eccentrico scrittore Jonathan Swift, che nasceva il 30 novembre 1677, nasceva un romanzo immortale capace di mischiare fantasia, satira e allegoria, I viaggi di Gulliver.

Unʼopera più volte ripresa nell’arco della storia, e spesso ridotta a semplice favola per bambini, fino a divenire nel 2010 una banale commedia americana con Jack Black. Ma il racconto di Swift è molto più di questo.Gullivers_travels

Lemuel Gulliver: inglese, di professione medico, è un uomo di mezza età, che, con una situazione economica disastrosa alle spalle, decide di abbondare il suo paese, alla ricerca di fortuna. Una trama tristemente nota ai nostri giorni.

Questa necessità di prendere e partire, che è diventata quasi un obbligo nella contemporaneità, ha radici profonde. La speranza di trovare un posto migliore, la speranza che un ipotetico là sia migliore del qua, ha catalizzato la mente umana fin dall’alba dei tempi.

Ma questo romanzo non è solo il diario di un viaggio, bensì la denuncia dello scrittore verso il genere umano: nei riguardi delle contraddizioni intrinseche del suo tempo, verso i falsi valori e i pregiudizi che animano i popoli.

Ognuno dei viaggi vissuti da Gulliver, diventa il pretesto per irridere, di volta in volta, il sistema giudiziario, i meccanismi di potere e politica bellicista dellʼEuropa rinascimentale.

È possibilebambina soldati trovare un giovane Gulliver dentro ognuno di noi, spinti dalla necessità o anche solo dalla curiosità di confrontarci con qualcosa di diverso. Il tutto per contestare la realtà in cui viviamo, per la paura di ammettere a noi stessi che questo è il meglio a cui possiamo aspirare.

Così ci imbarchiamo, oggi più sugli aerei che sulle navi, per prendere il largo. Ci imbattiamo, come Gulliver, in lillipuzziani o brobdingnagiani, che non saranno alti 15 centimetri o 22 metri, ma che ci guarderanno con disprezzo, con disapprovazione, giudicando semplicisticamente il nostro viaggio soltanto come una fuga, una scorciatoia verso unʼutopica nuova vita.

In un periodo in cui lʼEuropa è sconvolta da flussi migratori, apparentemente senza tregua, che rivelano il lato più cinico e spietato insito nell’essere umano, in un mondo scosso da guerre di religione, dalla xenofobia e dai pregiudizi, Swift potrebbe scrivere un sequel della sua opera più famosa. Così da mostrare, come una cartina al tornasole, che, dopo più di trecento anni, l’essere umano e il mondo che abita non sono poi così evoluti come si illudono di essere.

Alberto Selvatico per 9ArtCorsoComo9

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