Bar: Bellezza, Arte e Ristoro: cibo e design nell’Italia del ‘900

0 568

caffe1Se vi dico Bar, quale è la prima cosa a cui pensate? Molto probabilmente a uno dei molti locali, detti bar appunto, in cui trascorrete più o meno tempo durante una giornata di routine lavorativa: dai due minuti e mezzo per un caffè al volo,  a un’ora o più se questo diventa un luogo d’incontro tra amici o colleghi.

Ma Bar è anche l’acronimo di una particolare mostra allestita a Roma, presso L’Archivio centrale di Stato: Bellezza, Arte e Ristoro. Architettura, cibo e design nell’Italia del ‘900 . Inaugurata il 15 ottobre scorso, la mostra sarà visitabile fino all’8 dicembre.

L’idea è quella di focalizzare l’attenzione su tutto ciò che sta alle spalle di un luogo come il bar, che oggi conosciamo bene e che è stato attivo protagonista in Italia durante  il corso del Novecento.

C’è l’architetto che disegna il luogo e sceglie gli arredi. Le industrie e i designer che offrono le macchine per il caffè espresso, i frigoriferi, i tostapane. Gli artisti che danno forma e colore ai bicchieri, alle bottiglie, alle tazze. E altri che elaborano splendide etichette rimaste nella storia del costume.

Queste le parole di Eugenio Lo Sardo, direttore dell’Archivio e ideatore della mostra.
Effettivamente il bar risulta essere una tipologia di locale tra le più diffuse al mondo, soprattutto in Europa e a maggior ragione in Italia, dove nel tempo si è sviluppata e radicata una forte cultura del caffè, bevanda sacra e imprescindibile per noi italiani.
Proprio grazie a questo suo ruolo accentratore, il bar ha attirato a sé anche grandi nomi dell’architettura e del design industriale, personalità di cui possiamo ammirare una vasta raccolta di disegni, progetti e brevetti riuniti in occasione di questa mostra.

Campari, DeperoTra gli architetti ritroviamo i nomi di Guido Fiorini, Alberto Gatti, Mario Marchi, Plinio Marconi, Franco Minissi, Antonio Valente e Francesco Palpacelli; tra i designer spiccano le creazioni di Gio Ponti, Fortunato Depero, Bruno Munari e i fratelli Castiglioni.
A molti questi nomi non diranno un granché, ma basti sapere che la celebre bottiglietta in stile futurista di Campari Soda, aperitivo tra i più famosi (e antichi) d’Italia, è stata a suo tempo disegnata da Fortunato Depero: in poche parole, potremmo dire che questi signori hanno creato il Made in Italy prima ancora che il concetto stesso esistesse!

Il bar raccoglie poi un’eredità di grande importanza, da non sottovalutare: quella dei Caffè illuministi del Settecento, nati a Parigi e diffusisi poi in tutta Europa. Luoghi d’incontro di alcune delle menti più geniali di sempre, i Caffè riunivano artisti, filosofi, letterati e poeti, ma non solo: si trasformavano in vere e proprie gallerie d’arte, dove venivano esposti quadri e dipinti di avanguardia, e diventavano la culla di quelle che sarebbero poi state ricordate come grandi rivoluzioni artistiche e letterarie.

I bar di cui abbiamo esperienza oggi non sembrano poter reggere il confronto: non so voi, ma a me non capita molto spesso di trovare al tavolino accanto al mio un Voltaire, un Defoe o un Goldoni mentre prendo cappuccio e brioche. Forse sono cambiati i luoghi in cui questi incontri avvengono, ma molto probabilmente la vera colpevole è la vita frenetica che conduciamo, che spesso non ci concede neanche quei 15 minuti di pace e tranquillità seduti al tavolino di un bar.
Perché in definitiva i bar per me sono un po’ questo: un luogo accogliente in cui possiamo per un attimo dedicarci davvero a noi stessi, coltivando amicizie e, perché no, facendo talvolta piacevoli incontri.

Alessia Sanzogni per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.