Vincent Cassel e “L’odio”

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Oggi Vincent Cassel compie 49 anni. Molti in Italia conoscono l’attore solo per un motivo: il matrimonio, finito male, con Monica Bellucci. Nel Belpaese poco conta la sua carriera artistica, meglio parlare della sua vita privata buttandoci dentro qualche supposizione da due soldi. Tutti qua si scordano la sua bravura come attore, preferendo parlare del suo aspetto (non bello, ma affascinante) e del suo trascorso con l’attrice italiana. Vincent Cassel è un grande attore e ce lo ha dimostrato con numerosi film. Se c’è un film dove la sua figura è veramente importante e dove dimostra al 100% la sua bravura è “L’odio” di Mathieu Kassovitz, uscito nel 1995.

Un film particolarissimo, totalmente in bianco e nero. La pellicola parla di Parigi e delle sue banlieue. Sì, oggi è attualissimo. Il personaggio di Cassel è Vinz, ebreo e fiero “odiatore” della polizia con cui non vuole spartire altro se non delle risse. Il tema è drammatico e se era attuale nel 1995, lo è anche nel 2015. In quegli anni il problema era la violenza sempre più crescente nelle periferie di Parigi, ormai fuori dal controllo dello stato. Quartieri usciti completamente da ogni giurisdizione e diventati terra di conquista per l’odio che cresceva, tra minoranze e emarginati sociali che avevano voglia di rivalsa. Il nemico comune? La polizia che uccideva e pestava senza render conto a nessuno.

Banlieue parigina
Banlieue parigina

Nel 2015 le banlieue sono fondamentali per il problema terrorismo. È da qui che molti giovani terroristi si formano. Perché? Il motivo è lo stesso: l’emarginazione. Per fare un paragone con l’Italia, le banlieue sono come Scampia. Il sistema ti fa diventare un criminale senza quasi rendertene conto. Magari riesci ad uscire dal giro o addirittura non ci entri proprio, ma è difficile. Non a caso il film è pieno di verlan, un gergo parigino creato proprio in questi luoghi dove l’appartenenza è più forte che in qualsiasi altro luogo della città.

Ci chiediamo come combattere il terrorismo? Partiamo da luoghi come questi. Un po’ di autocritica sarebbe cosa buona e giusta. La violenza urbana creata dalla polizia nelle banlieue è uno dei tanti motivi che ha portato alla situazione di oggi. Non fondamentale, ma uno dei tanti tasselli. L’interpretazione di Cassel è magistrale. La scena allo specchio dove cita palesemente Robert De Niro in Taxi Driver è fantastica e aggiunge tensione alla tensione già presente. Il concept di tutto il film si basa su una frase che sentiamo all’inizio del film: “Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”.

Lorenzo Allamprese per 9ArtCorsoComo9

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