Il Caravaggio secondo Sgarbi al Carcano di Milano

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sgarbi1Questa settimana, dal 18 al 22 novembre, Vittorio Sgarbi sarà al Teatro Carcano di Milano con uno spettacolo su Caravaggio, pensato totalmente da lui. Sarà una sorta di lectio magistralis sul grande pittore, resa agevole grazie anche alla carrellata delle sue opere maggiori che appaiono sulla scena per merito del visual artist Tommaso Arosio, e sottolineata dalla musica di Valentino Corvino. Lo spettacolo, con la regia di Angelo Generali, ha debuttato durante l’estate al festival La Versiliana e, dopo il capoluogo lombardo, sarà in tournée toccando altre città tra cui Asti, Alessandria, Genova, Torino, Vicenza, Bergamo e Roma.

Michelangelo Merisi è stato scelto per questa monografia da Sgarbi perché sentito come molto attuale:

Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio.

Csgarbi3aravaggio è generalmente ricordato per due aspetti: la sua vita “maledetta” e l’uso personalissimo della luce, che deriva dalla sua impostazione realista. La luce ha un corrispondente nel buio: le figure nei suoi dipinti sembrano sempre apparizioni dal buio, non è mai presente uno sfondo proprio perché i personaggi e le situazioni emergano grazie a rare fonti di luce. Si può allora per contrasto vedere come elemento costitutivo della sua pittura il buio, che accentua la drammaticità delle situazioni che il pittore ci presenta, sottolineandone i caratteri di mistero e paura. In questo senso Sgarbi ci dice che Caravaggio è vicino al nostro sentire: è una pittura altamente drammatica, che ci spinge al confronto con le nostre paure di dolori, morte, sofferenze.

Come sarà questo spettacolo? È possibile fare teatro di critica d’arte o si sfocia irrimediabilmente nell’accademia?
Risulta centrale in questo senso il protagonista, Sgarbi, che ha certamente un grande seguito: si prevedono già affollamenti al botteghino, qualcuno per ascoltare il critico ma altri sicuramente per ascoltare il personaggio televisivo.

A questo proposito qualche malizioso potrà chiedersi se l’allestimento sia stato pensato per monetizzare il grande successo di Sgarbi, ma certamente non potrà fare male qualche ora di approfondimento su un grande pittore, anche se si andasse alla ricerca di qualcosa d’altro.

Chiara Buratti per 9ArtCorsoComo9

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