Vicolo Santa Maria alla Porta: la ri-scoperta di Milano

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Milano ha sempre avuto una Storia. Ci sono sempre stati bellissimi edifici, esempi architettonici eccellenti. L’Arte è sempre stata presente, tra statue, musei e capolavori pittorici disseminati per la città. Milano è da sempre una città di Cultura.

Peccato che ci sia voluta un’Esposizione Universale per far aprire gli occhi a molte persone, che hanno iniziato a cogliere aspetti diversi della città (date un’occhiata nelle librerie, è tutto un prolificare di libri sulla storia di Milano) e a uscire da quegli stereotipi di una noia incredibile quali Milano è una città grigia oppure Milano è solo moderna. Certo, se ci sofferma su piazza San Babila e corso Vittorio Emanuele II l’impressione è che di antico ci sia ben poco. Ma il perché è presto spiegato: la Seconda Guerra Mondiale non ha risparmiato la città, anzi, l’ha colpita nel suo cuore pulsante. Da quegli edifici completamente distrutti, Milano è rinata, ripartendo dalle proprie ceneri e cedendo al fascino del contemporaneo tout court, senza guardare troppo al bello. Qualcosa si è provato a ricostruire come la basilica di Sant’Eustorgio, qualcos’altro si è preferito limitarsi a ricordarlo grazie alle fotografie d’epoca, come parti della casa-museo Poldi Pezzoli.

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Vicolo Santa Maria alla Porta – sulla sinistra il Palazzo di Luigi Caccia Dominoni

Milano, città fondata dai Celti (gli Insubri) come suggerisce la pianta urbana concentrica, è stata una delle capitali dell’Impero Romano ma è sotto il Medioevo che è andato a formarsi l’intricato sistema di vie del centro storico, un labirinto fatto di vicoli e viette buie. Tra questi c’è il vicolo Santa Maria alla Porta, alle spalle di via Meravigli, che porta all’omonima chiesa. Il vicolo è stato recentemente riqualificato e restaurato, ridonando ai milanesi un vero e proprio gioiello, dopo tre anni di lavori.

Ma andiamo con ordine: Reale Mutua ha finanziato il restauro del palazzo disegnato dal celebre architetto ultracentenario Luigi Caccia Dominioni situato nel vicolo, e durante i lavori di sistemazione, l’architetto Aldo Maiocchi ha scoperto inaspettatamente, sotto uno strato di cemento, una preziosa pavimentazione con disegni geometrici creati grazie all’incastro di marmi rosa e grigi, relativa a una delle cappelle della basilica di Santa Maria alla Porta, una dei tanti luoghi d’arte e di culto milanesi caduti sotto i bombardamenti bellici dell’agosto 1943.
Aldo Maiocchi ha dichiarato:

Nel restaurare l’edificio che si affaccia sul vicolo di Santa Maria alla Porta ho allargato lo sguardo. Alle sue spalle c’era un vuoto urbano generato dalle bombe ho notato delle crepature orizzontali su questa coperta di cemento che crea la pavimentazione dell’antica cappella. Abbiamo fatto dei campionamenti e sono riemersi dei marmi. Si è proseguito ed ecco riapparire l’antico pavimento decorato.

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La Madonna del grembiule

L’attuale chiesa di Santa Maria alla Porta fu costruita nel 1652, durante la dominazione spagnola, sulla base di una chiesa medievale pre-esistente, mentre la cappelletta laterale fu costruita nel 1704, e venne poi utilizzata come battistero. Durante dei lavori di ricostruzione della chiesa, un operaio scoprì un dipinto cinquecentesco della Madonna, piuttosto impolverato: pare che al solo sfiorare del dipinto col proprio grembiule, l’uomo si ritrovò immediatamente guarito dalla sua zoppia. Ovviamente si gridò al miracolo e il dipinto fu ribattezzato la Madonna del grembiule, con tanto di cappella devozionale dedicata alla Beata Vergine dei Miracoli, della quale per l’appunto, oggi possiamo scorgere solo la pavimentazione e il suddetto dipinto miracolatore, seppur in una sua versione non restaurata ma ridipinta. D’altronde era appena finita la Guerra e purtroppo le risorse e le energie si preferì riversarle su altri ambiti, limitando al minimo gli interventi alle opere d’arte, soprattutto se cosiddette minori: il dipinto perciò, nel 1946 fu ridipinto sommariamente, ma il sopraintendente dell’epoca, scrivendo al Ministero della Cultura, supponeva si trattasse di un quadro del ‘400 appartenente alla scuola Zavattari, bottega milanese importante.

L’inaugurazione del nuovo vicolo di Santa Maria alla Porta, che adesso vede oltre al pavimento policromo anche il manto stradale rifatto, nuove aree verdi e nuova illuminazione, è avvenuta lo scorso 12 novembre alla presenza di Carmela Rozza, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Milano

Con questo intervento confermiamo la volontà di collaborare con i privati per riqualificare una zona abbandonata e nascosta della città. Con la collaborazione di Reale Mutua, che ringrazio per l’opera svolta assieme a Reale Immobili, andremo a creare un percorso anche fisico verso l’area archeologica della Milano romana.

Purtroppo, i costi eccessivi del restauro impediranno momentaneamente di completare la riqualificazione dei marmi, perciò si è deciso di ricoprirli con un materiale protettivo che comunque darà la possibilità di coglierne la bellezza.
Reale Mutua e Reale Group però finanzieranno l’ampliamento della basilica di Santa Maria alla Porta, mentre il Comune avrà il compito di collegare la via Santa Maria alla Porta con via Brisa, ricreando la rete della Milano Romana.

Un angolo ricco di storia e di arte è stato restituito alla città, un piccolo tratto che ci ricorda la Bellezza nascosta di Milano ma anche la sua sofferenza: se osservate bene, in quel marmo rosa lacerato, potete ancora vedere i segni lasciati dalle schegge delle bombe. E forse, sentirete ancora il loro frastuono.

Carlotta Tosoni per 9ArtCorsoComo9

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