#1B1W: L’amica geniale

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amica_genialeDicono che quando si comincia a leggere la tetralogia di Elena Ferrante, partendo dunque dal primo volume L’amica geniale, non ci si riesca più a fermare. Dicono. Perché se il primo volume piace (ed è quasi impossibile che non piaccia), poi ci si trova a innamorarsi necessariamente anche degli altri tre.

La storia narra l’amicizia tra due bambine, Elena (Lenù) e Lila, figlie rispettivamente di un usciere e di un calzolaio di un rione periferico, abbastanza violento e piuttosto povero di Napoli. Lungo tutti i libri, che attraversano un lasso di tempo dagli anni Cinquanta ai giorni nostri, le due protagoniste vedono intrecciare le proprie vite con quelle di un numero decisamente ampio di altri personaggi. Ma quello importante, quello che ti trascina e ti avvince, è il racconto della loro amicizia. Quella di due bambine, presto adolescenti e poi giovani donne, con due caratteri molto distanti: Elena, timida e insicura, che pare addirittura subalterna all’altra, Lila, intelligente, forte, spesso aggressiva e molto ambigua.

Sarà quest’ultima l’amica geniale del titolo? In realtà penso di no. Perché geniale non è nessuna delle due, o forse lo sono entrambe, ma solo reciprocamente. E infatti Elena e Lila non possono e non riescono mai a staccarsi del tutto l’una dall’altra, finendo per sentire sempre la necessità del ritorno al loro rapporto, talvolta morboso, sicuramente unico. Non si capisce mai completamente quanto le due si stimino e ammirino e quanto invece tentino di demolire e sabotare (solo nelle loro teste) l’intelligenza e il successo dell’altra. L’ambivalenza del loro sentimento è carattere nodale e basilare, rendendo in questo modo esclusivo e irripetibile la loro relazione, in cui l’una trae sempre forza dall’altra. “Ma attenzione” ci spiega la Ferrante “non solo nel senso di aiutarsi, ma anche nel senso di saccheggiarsi, rubarsi sentimento e intelligenza, levarsi reciprocamente energia”.

3286_Foto_293(1)Il libro è ricco di dettagli relativi ai pensieri rivolti da Lenù a Lila, è ricco di descrizioni minuziose di conquiste adolescenziali, sentimenti amorosi, problematiche di ogni genere. È la narrazione di vite non necessariamente straordinarie non necessariamente ricche di colpi di scena. Semplicemente vite, che hanno però il potere di lasciarti incollato alle pagine del libro.

Molly Fischer ha scritto sul New Yorker una frase che ben racchiude il senso di quanto detto fino ad ora: “The Neapolitan novels by the Italian writer Elena Ferrante are a series of (so far) three books about the lifelong friendship between two women, and when I read them I find that I never want to stop”.

Quella de L’amica geniale, mi viene da dire, è quasi una storia d’amore. Perché quando il sentimento è così totalizzante, quando la rinuncia a una parte della propria individualità si svolge in nome dell’abbandono all’altro, quando non si può fare a meno del sentimento nutrito, beh, solo di amore si può parlare.
Forse ciò che di più sconcertante, sorprendente e meraviglioso ha questo libro (e i tre seguenti) è che l’amore e l’amicizia raccontati non hanno nulla di geniale, ma di assolutamente comune.

VOTO: 9/10

Giulia Caligiuri per 9ArtCorsoComo9

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