Il ritorno di Guccini in musica e letteratura

0 734

Francesco Guccini  è tornato con un nuovo romanzo, uscito il 3 novembre, dal titolo Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto.
Edito da Mondadori, il libro è una raccolta di racconti, in particolare montanari, che attingono direttamente dai ricordi dell’autore, cresciuto in mezzo alle montagne emiliane. Storie di matrimoni cominciati all’alba, con marito e moglie che camminano soli per le stradine del paese, raggiungendo stanchi la chiesa, mentre la banda, i famigliari e gli amici li aspettavano bevendo vino e cantando. Rituali che rappresentavano tutto a quel tempo, e che Guccini ci ripropone con eleganza e, forse, nostalgia.

Francesco-Guccini-ha-spento-ieri-75-candelineL’esordio letterario di Guccini risale al 1989 con Cròniche epafàniche, romanzo che già denota una certa malinconia per il passato modenese, sottolineato non solo dalla storia, ambientata nell’appennino pavanese e con protagonisti i contadini e le loro usanze ormai scomparse, ma anche dal linguaggio utilizzato, impregnato da termini e modo di dire presi direttamente dal dialetto locale. È per questo considerato come un’autobiografia dello stesso Guccini, tanto che il mulino della famiglia dello scrittore è facilmente riconoscibile in quello descritto nel romanzo.
Il racconto della vita del cantautore continua anche con Vacca d’un cane (1993), che tratta della sua adolescenza modenese, e Cittanòva Blues (2003), ritratto di una Bologna da lui vissuta all’università e vista come la possibilità di abbandonare il provincialismo che cominciava ad essergli stretto.

Ma di nostalgia è costellato anche il repertorio musicale di Guccini, a partire dalla stessa Bologna (1981), inserita nell’album Metropolis, una vera e propria ode al capoluogo emiliano. Ancora anche Piccola Città (1971), dove si avverte forte l’estraneità da sempre provata dal cantante nei confronti di Modena, espressa con toni chiari (“pubertà infelice, spesso urlata a mezza voce, a toni acuti, casti affetti denigrati, cercati invano; se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia e tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via…”).

Umberto Eco diceva

Tenetevelo stretto uno come Guccini, perché una ballata di tredici strofe su una locomotiva non c’è nessuno al mondo che possa scriverla.

9788804658061-un-matrimonio-un-funerale-per-non-parlar-del-gattoE noi ce lo teniamo ben stretto, anche se lui afferma di essere entrato nel mondo della musica solo per caso: il suo sogno era sempre stato quello di fare lo scrittore. Dopo anni e anni di canzoni è riuscito a coronarlo, anche se si potrebbe dire che lo è sempre stato, poiché è difficile non cogliere un certo lirismo e forza nelle storie raccontate in testi quali Canzone per un’amica (1967), Eskimo (1978) o la stessa La Locomotiva (1972).
Guccini non dimentica questo suo passato da cantautore, pubblicando anche un nuovo cofanetto dal titolo Se io avessi previsto tutto questo – Gli amici, la strada, le canzoni (in uscita il 27 Novembre).

È la prima raccolta che prevede canzoni provenienti dai 40 anni di carriera artistica del cantautore, aggiungendo anche rarità, inediti, collaborazioni e live mai rilasciati direttamente per il pubblico prima d’ora. Vi sarà la possibilità di comprare due diverse edizioni: Deluxe e Super Deluxe, che propongono nuove registrazioni, versioni alternative di vecchi brani, due canzoni originali (Allora il mondo finirà e L’Osteria dei Poeti) e anche un libro di foto e annotazioni ai brani scritti da Guccini stesso, rispettivamente di 48 e 100 pagine.

A 75 anni, compiuti il 14 giugno, la carriera di Francesco Guccini continua a decollare, e noi continuiamo ad attendere che il maestrone ci proponga nuove storie e, si spera, nuove canzoni, rivalutando la decisione presa negli ultimi anni di abbandonare i concerti e la scrittura musicale.

Eleonora Rustici per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.