LIB(E)RIAMOCI: educazione libera-mente fondata sui libri

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E così la giovane mente di Matilda continuava a fiorire, nutrita dalle voci di quegli scrittori che avevano mandato in giro i loro libri per il mondo, come navi attraverso il mare. Da questi libri veniva a Matilda un messaggio di speranza e di conforto: tu non sei sola.
(da Matilde, di Roald Dahl)

bambini_lettura_scuolaA cosa serve la scuola? Focalizziamoci sulla scuola di infanti e adolescenti e sul suo valore morale, perchè rischiamo di perderci in un labirinto di cattedre, addentrandoci nel valore utilitaristico dell’Istruzione.
Per il mercato lavorativo attuale, una laurea vale quanto il diploma di anni fa e quella specialistica ha sostituito il valore di quella normale. Risulta dunque palese l’inflazione inarrestabile del massimo risultato conseguito al termine degli studi.
La scuola, in primo luogo e alle origini, serve a formare gli adulti della società futura, e una società migliore è una società basata su meccanismi alternativi al profitto e al consumismo, con al centro invece le relazioni fra gli uomini, un cambiamento di cui la scuola dell’infanzia è quindi un tassello importante.
In un paese evoluto come il nostro, più che istruzione, si fatica forse ad avere istruzioni per vivere coerentemente al principio umano dell’empatia e la comprensione dell’altro.
12053394_876083489143599_1800329554_nLa biblioterapia in questo senso ha dimostrato che leggere ci rende migliori, poichè rappresenta un arricchimento culturale, ma soprattutto emotivo, insostituibile nella formazione personale di un individuo. Il bambino che innatamente possiede una propensione alla lettura e quindi all’analisi della varietà del mondo, ci arriva da solo. Anzi,lo fa nonostante il contesto economico e relazionale gli siano contro.
Ma tutti gli altri? Per tanti studenti, il libro rischia di essere solo uno strumento per avere un premio dai genitori,non un piacere irrinunciabile, nè un valido alleato.
Si legge per l’interrogazione, ma il tempo libero si passa meglio davanti ad un computer.

Se si visitasse il sistema educativo, non solo italiano ma mondiale, da alieno, chiedendosi a cosa serve, penso che una delle conclusioni sarebbe che lo scopo dell’istruzione pubblica mondiale sia quello di produrre persone che vincono e superano gli altri per una valutazione numerica, persone di successo, ma intimamente infelici. Inutile risulta inoltre la demonizzazione degli strumenti informatici, come generatori di apatia, bullismo e isolamento emotivo giovanile.
Risulterebbe più utile alla sanificazione di una società malata, comprendere che è la scuola il posto più adatto per far fiorire una spontanea educazione sentimentale delle nuove leve.
Da questo auspicio ha preso piede, propagandosi in cerchi virtuosi sullo specchio della stagnante istruzione pubblica, l’iniziativa Libriamoci. Una manifestazione d’affetto nei confronti della lettura collettiva, sviluppatasi la settimana scorsa attraverso reading, maratone di lettura e incontri, organizzati nelle aule italiane di elementari, medie e superiori.
L’edizione 2015, iniziata il 26 ottobre e conclusasi il 31, si è svolta in sei giornate di incontri tra studenti e scrittori, giornalisti, attori. Questi, sostituti dei soliti insegnanti, hanno emozionato gli studenti attraverso la presa diretta dei libri da loro più amati in un fecondo dibattito tra giovani e adulti,lettori e scrittori.

Non vogliamo valutare gli studenti, ma farli partecipare in prima persona al grande spettacolo della lettura ad alta voce. I ragazzi saranno coinvolti nella lettura dei testi e nella discussione dei contenuti e forse così ne scopriranno l’irresistibile fascino

ha dichiarato Romano Montroni, presidente del Centro per il libro.

bca4e0bcc033471dbe155994443deb34La manifestazione Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole è stata avviata dal Miur con una circolare a tutte le scuole, nella speranza che entri stabilmente come appuntamento annuale del calendario scolastico italiano. Ci si auspica infatti di mettere in moto altre dinamiche oltre quelle produttive, in una missione importante come la formazione delle menti degli adulti di domani.
Anche sul fronte tecnologico la manifestazione possiede un alleato al passo con i tempi: il portale Libriamoci a Scuola, online da maggio, in cui gli insegnanti finalmente lontani da quella cattedra a loro destinata, frontale e inquisitoria, interagiscono in tempo reale seguendo percorsi e contenuti delle iniziative nelle varie scuole. Lo scorso anno, questa incursione letteraria diretta vantò duemila eventi diversi in altrettante scuole, con il coinvolgimento di oltre 200 mila studenti.

E adesso? L’iniziativa non finisce qui: infatti saranno raccolti gli eventi di di questa settimana nell’archivio del Centro per il libro e forniranno uno spunto per l’edizione 2016. Ottima iniziativa per un’educazione scolastica del ventunesimo secolo che sembra tutta da inventare.
Il nostro sistema educativo sfrutta le menti da sempre come la terra, per rubarle una risorsa: il dono dell’immaginazione umana. Comune a molti bambini è il benigno quanto precoce allontanamento dal caos creativo artistico basato sulla mancata aspettativa di trovare un lavoro grazie ad esso. Non fare arte, Non sarai mai un artista.
L’idea di intelligenza va senza dubbio ripensata, per il suo essere multiforme, non mercificabile e libera da valutazioni. Il cervello umano non è diviso in scompartimenti a chiusura stagna: infatti la creatività, che è intelligenza dinamica, si manifesta spesso tramite l’interazione di diversi punti di vista su uno stesso evento.

Per sotterrare lo slogan giovanile D(Istruzione), è necessario far fiorire la sensibilità in giovani che siano consapevoli del proprio e altrui valore.
Pensate: sembra non ci sia miglior alleato di un libro.

Federica Marino per 9ArtCorsoComo9

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