La Nascita, La Vita, Il Nutrimento Del Mondo: La Grande Madre

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La Madre come vita, come rinascita, come futuro, come amore, come cura.

Questo è ciò che vuole celebrare la mostra organizzata dalla Fondazione Nicola Trussardi e da Palazzo Reale di Milano per Expo in città 2015, che si terrà fino al 15 novembre, curata da Massimiliano Gioni.

In mostra più di 120 artisti di diverse epoche e correnti per raccontare come questa figura archetipica e mitologica si sia evoluta nei secoli e come sia cambiata la percezione della femminile e della maternità nell’arte, quindi nella società, attraverso l’iconografia.

La Grande Madre” si ricollega al tema di Expo2015, attraverso l’idea di donna come fonte di nutrimento per il genere umano, sia materiale che spirituale.

Esempio di sacrificio e generosità, la figura femminile fa da buon esempio per il futuro del mondo, sempre più propenso all’aridità e all’egoismo.La Grande Madre (1)

Il rischio di cadere nello stereotipo è molto facile, esattamente come fare un’esaltazione della donna per il mero politically correct.

Quando si parla di donna, di madre e di famiglia si rischia sempre di finire in qualche trappola, anche linguistica, pur partendo dalle migliori intenzioni.

Le donne non sono tutte madri e il diritto di una donna di non esserlo, lentamente si sta affermando, come il diritto di una donna, una volta avuto un figlio, di rimanere donna e non diventare esclusivamente madre.

Quindi, la figura materna è ancora qualcosa che ricolleghiamo al nido, al calore umano e all’affetto, o è qualcosa che al solo nominarlo, ci fa sentire in gabbia, intrappolate in ruoli e cliché senza via di scampo?

Questa mostra, forse, vuole farci tornare alle origini dell’uomo attraverso il soggetto più La Grande Madre (2)rappresentato nella storia dell’arte, partendo da quando i nostri antenati videro nella genitrice il simbolo della fertilità della terra, del raccolto e del nutrimento, non solo a livello individuale, ma anche sul piano della religione, della società e della cultura. L’esposizione arriva fino al contemporaneo, dove non solo l’arte astratta è stata capace di esprimersi su tale soggetto, ma soprattutto dove le artiste hanno finalmente iniziato a produrre arte e a esprimere tutto il risentimento verso norme sociali restrittive, e a sensibilizzare su una visione della donna più umana e meno perfetta, o meglio, meno a misura di maschio.

Non tutte le donne sono madri, ma tutte le madri sono donne: l’intento non è di far passare il messaggio che le madri siano donne migliori, ma che queste siano portatrici uniche di forza generatrice attraverso il proprio stesso corpo. Un po’ più vicine a Dio perché capaci di dare vita, a un passo dal sacro e dal misterioso.

L’amore materno rende combattive, temerarie, rivoluzionarie e lungimiranti.

Sacrificarsi per costruire un mondo migliore per i propri figli.

La Grande Madre” vuole essere un viaggio nel tempo per capire cosa è cambiato e cosa no nel nostro concetto di mater, mantenendo quel rispetto sacro che si riserva a qualcosa di fondante per l’umanità.

Un racconto complesso, dove ogni tassello è importante per capire il tutto, ogni dettaglio ci dice qualcosa di più su quella figura stigmatizzata e impostata dalla società per secoli, solo ora, forse, capace di affermarsi come autonoma.

Da oggetto d’arte a soggetto, finalmente libera di esprimere la propria opinione, capace di riconoscere le proprie caratteristiche uniche, ribelle ma consapevole, lottatrice in grado di riprendere possesso del proprio corpo e della propria voce, alla ricerca della condizione ideale, esaltando il proprio essere portatrice di magia e di vita.

Questa è la Donna che vuole raccontare questa mostra.

Speriamo ci riesca.

Carlotta Tosoni per 9ArtCorsoComo9

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