Hic et Nunc – Il carico da ‘900

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Hic et nunc è una locuzione latina che tradotta significa qui ed ora: questa espressione indica una necessità di azione che non ammette proroghe e deve obbligatoriamente attuarsi per saziare il proprio animo ribelle.

Questo vorrei divenisse lo spazio in cui ogni lettore può essere informato su ciò che accade intorno a lui ora nel mondo dell’arte e non solo, per ridurre le distanze e mostrare come le comunità artistiche che ci circondano siano continuamente aggiornate; non solo grandi mostre ma anche festival, piccole gallerie, azioni indipendenti degne di nota.

Settimana impegnativa sul fronte delle mostre in Italia con due importanti appuntamenti che ci permetteranno di ampliare le nostre conoscenze sulle avanguardie e correnti artistiche del ‘900.
malevic_cover-imageDal 2 ottobre fino al 17 gennaio 2016, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita una retrospettiva dedicata a Kazimir Malevič (1878-1935), figura centrale e insostituibile del Suprematismo, che ha attraversato uno dei periodi storico-artistici più intensi del Novecento. L’iniziativa si tiene a distanza di cento anni dalla nascita del movimento avanguardistico ed in contemporanea con l’appuntamento della Fondazione Beyeler di Basilea, che per l’occasione proporrà la ricostruzione della sala suprematista del 1915.
Considerato uno dei più radicali tra tutti quelli nati nello scorso secolo, il Suprematismo è la corrente creata dall’artista nel 1913 e si basa sulla rottura con l’oggetto reale, la forma viene resa impercettibile e viene data supremazia all’emotività dell’artista, giungendo ad un punto di non ritorno; viene ad affermarsi il predominio della pura emotività dell’arte che troverà applicazione non solo in pittura, ma anche in architettura, design soprattutto a livello di sperimentazione e modellistica.
La mostra, realizzata in collaborazione con il Museo Russo di Stato di San Pietroburgo, è unica nel suo genere per completezza e accuratezza: più di 70 opere tra quelle realizzate da Malevič e altri esponenti russi, oltre a documenti d’archivio e filmati che illustrano il periodo storico di riferimento.
Pezzo d’eccezione è la riedizione de La Vittoria sul Sole, prima opera totale di musica, arte, poesia e teatro che sarà accolta in una grande sala allestita appositamente per accoglierla per la prima volta in Italia.

Moreau Gustave (1826-1898). Paris, musée Gustave Moreau. Cat.214.

Dal 24 settembre fino al 24 gennaio, invece, Palazzo Strozzi a Firenze ospita Bellezza divina tra Van Gogh, Chagall e Fontana, un’esposizione eccezionale che analizza il particolare rapporto nato tra sacro e arte a cavallo tra Ottocento e Novecento. Le Madonne scendono dagli altari e l’arte sacra si pone a confronto con le innovazioni artistiche germogliate in Italia e all’estero.
La mostra sarà un evento eccezionale, perché vedrà la presenza di opere straordinarie mai esposte prima in Italia, tra queste l’Angelus di Millet, la Fuga in Egitto di Redon e il San Sebastiano di Moreau, restaurato per questa occasione.
Superata l’identificazione dell’arte sacra con il vecchiume storicistico, dalla fine dell’Ottocento si è andati alla ricerca di linguaggi che potessero rappresentare i difficili tempi che si stavano vivendo: si affermano di conseguenza una varietà di espressioni che trovano riscontro nelle opere presenti in mostra, dallo stile naturalista e narrativo alle ricerche simboliste e realiste fino a letture in chiave astratta e controversa.
Ora non avete che da scegliere!

Chiara Bonatti per 9ArtCorsoComo9

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