Wildlife Photographer of the Year in mostra a Milano

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Nel 1965 Animals, la prima rivista di natura a colori, indiceva un concorso di fotografia naturalistica destinato ad avere grande successo e lunga vita. Quest’anno si festeggia la 50° edizione e l’associazione Radicediunopercento per l’occasione ha fatto arrivare a Milano 100 scatti tra i più affascinanti in gara per il concorso “Wildlife Photographer of the Year“.

Aironi nel tempo e nello spazioLa mostra, allestita nei suggestivi spazi della fondazione Matalon, si articola in più sezioni in cui, oltre a venir dato rilievo alla foto in sé, vengono approfondite le occasioni in cui questa è stata fatta e lo studio che vi è alle spalle. Non si tratta infatti di semplici scatti di animali o paesaggi posizionati in belle cornici buoni solo ad illustrare le pagine di un libro di scienze, ma di vere e proprie storie condensate in singole immagini dall’impatto emotivo molto forte.

Il fotografo ungherese Bence Maté per realizzare la sua Aironi nel tempo nello spazio ha aspettato pazientemente 74 giorni prima di ottenere il risultato desiderato in modo da poter avere le costellazioni nella giusta posizione nel cielo notturno; il risultato è mozzafiato! Grazie ad un tempo di esposizione molto lungo infatti il fotografo è riuscito a mettere perfettamente a fuoco e a rendere con grande nitidezza l’acqua del lago e le stelle, mentre gli aironi paiono sfumati, quasi visioni oniriche.

In altri casi invece è successo esattamente l’opposto: molti dei fotografi in mostra hanno presentato delle foto volute essenzialmente dal caso. Dopo lunghe ricerche per trovare animali rari o dopo molte ore di attesa magari immersi nell’acqua o di notte al freddo per ottenere lo scatto perfetto situazioni insolite si sono presentate dal nulla improvvisamente catalizzando su di loro l’attenzione.
È il caso di Javier Aznar Gonzàles de Rueda e della sua foto Night stalker, perché dopo una giornata di appostamenti per riuscire ad immortalare alcuni rettili sulle dune dell’Oman, si è ritrovato di fronte un grosso e velocissimo ragno: è iniziata subito una lotta tra l’invertebrato e Javier e solo dopo molte difficoltà quest’ultimo è riuscito ad averla vinta ottenendo un’immagine perfettamente a fuoco dell’animaletto appena prima che ricominciasse a scattare sulla sabbia.

Night stalkerTutte le foto in mostra oltre a presentare soggetti di complessa reperibilità presentano innumerevoli difficoltà tecniche. Tra i parametri per l’assegnazione dei premi delle 21 categorie previste la giuria infatti deve tenere conto non solo del risultato finale, ma anche di come è stato ottenuto e del grado di creatività con cui un dato elemento è presentato. Insomma non è sufficiente trovare la medusa più rara dell’oceano pacifico e riuscire a fotografarla, ma devi anche aspettare il momento in cui questa si metterà in posa per te ed essere pronto a scattare in modo da ottenere la composizione, la luce e l’intensità dei colori degne di un concorso tanto prestigioso.

Questa competizione si propone di mostrare al pubblico fotografia naturalistica autentica in cui il ruolo della post produzione è ridotto al minimo, se non del tutto assente. Il mondo naturale deve essere rappresentato in modo veritiero e il fotografo deve essere totalmente sincero sulla storia che lo lega al proprio scatto. Banalmente non c’è spazio né per Photoshop né per fotografi poco propensi all’avventura e senza una buona dose di pazienza.

Non vorrei dilungarmi troppo e lasciarvi il piacere della visita e della scoperta graduale dei segreti che le foto esposte nascondo.

Per maggiori informazioni: Wildlife Photographer of the Year

Elisa Pizzamiglio per 9ArtCorsoComo9

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