Un fenomeno immortale: 150 anni di Alice nel Paese delle Meraviglie

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Era il 1865 quando il mondo faceva la conoscenza di una ragazzina inglese chiamata Alice Liddell ed un universo chiamato Paese delle Meraviglie, composto da conigli in ritardo, gatti che scompaiono e surreali inviti per il tè.
La trama è nota a tutti: Alice, annoiata dal trascorrere il pomeriggio con la sorella Lorina, nota un coniglio bianco che -letteralmente- corre, sostenendo di essere in ritardo. La ragazza lo insegue, cade nella sua tana e viene trasportata in questo luogo magico e affascinante in cui iniziano tutte le sue peripezie.
L’opera ha raggiunto la fama in breve tempo, tanto che nel 1871 Carroll pubblica il seguito, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, di struttura più complicata, ma comunque complementare al primo capitolo. Essendo i due romanzi strettamente legati, si usa considerarli un unico volume.

Probabilmente, parte del fascino di Alice deriva dalla sua composizione complessa: gli infiniti giochi di parole, figure retoriche e indovinelli senza soluzione (“Che differenza c’è fra un corvo ed una scrivania?”) hanno da sempre posto problemi nell’interpretazione e, soprattutto, nella traduzione, tanto da diventare un vero e proprio oggetto di studio presso numerose università in tutto il mondo.
Sottosopra-Lo-strampalato-mondo-di-AliceÈ curioso come l’opera non sia stata tradotta solo nelle lingue correnti, ma anche in Esperanto, dialetto scouse (di Liverpool) e cockney (di Londra) ed in geroglifici (alla quale stanno ancora lavorando presso l’università di Yale). È ancora più curioso il recente caso di John Hale, che è riuscito a tradurre il primo volume tramite le emoji che usiamo su WhatsApp e Facebook in un poster 119×84 cm.

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Locandina di Alice in Wonderland di T. Burton

Dopo 150 anni il fenomeno di Alice nel Paese delle Meraviglie è ancora vivo e la cultura mondiale risente tutt’oggi dell’eredità di Lewis Carroll.
La cultura pop si è sempre ispirata alla letteratura e il fascino di Alice non poteva fare eccezione: infatti la creatura di Carroll ha invaso ogni campo, dalla moda all’arte, senza escludere la musica: come dimenticare tutti i videoclip ispirati ad Alice, primo fra tutti What You Waiting For? di Gwen Stefani, o tutti i brani che si riferiscono ai personaggi di Carroll, come Alice di Avril Lavigne o White Rabbit dei Jefferson Airplane.
Logicamente registi e sceneggiatori non sono riusciti a trattenersi dal trasporre sul grande schermo il lavoro immenso dello scrittore inglese, rendendolo ancora più celebre: da Walt Disney a Tim Burton, i film sulle Avventure di Alice sono innumerevoli, tanto che il prossimo anno sarà realizzato Alice Through The Looking Glass, seguito del frotunato Alice in Wonderland di origine burtoniana.

Nel Regno Unito, per festeggiare la ricorrenza del secolo e mezzo di Alice, è stata emessa una serie di francobolli raffiguranti i personaggi del Paese delle Meraviglie illustrati dall’artista inglese Grahame Baker-Smith.

Insomma, dopo 150 anni il fenomeno di Alice sembra inarrestabile e rimane sempre attuale, in grado di affascinare e ispirare ogni campo della nostra quotidianità, anche senza che ce ne accorgiamo.
La lettura di questo libro dovrebbe essere un must per ognuno di noi e trasformare un semplice romanzo in un luogo in cui dare sfogo alle nostre fantasie e ritornare bambini per un momento, con la sensibilità di cogliere sempre più dettagli e nuovi spunti di riflessione.

Seguiamo la follia, anche Alice una volta l’ha fatto.

Mattia Vismara per 9ArtCorsoComo9

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