Chi è Elena Ferrante? Il mistero di una scrittrice di successo

0 514

Ci sono personaggi che guadagnano notorietà commercializzando la loro immagine, la loro presenza. Elena Ferrante, al contrario, è diventata famosa per la sua assenza. Oltre che per il talento.

Conosciuta in America come la scrittrice senza volto, che ha catturato i suoi lettori per la narrazione drammaticamente realistica, è diventata, nell’arco di vent’anni, un vero e proprio caso editoriale in grado di scuotere il polveroso milieu letterario.

Elena Ferrante è forse un’autrice napoletana che nel lontano 1991 scrisse ai coniugi Ferri, suoi editori, che non avrebbe mai partecipato a dibattiti e convegni, ritirato premi o pubblicizzato libri, se non attraverso la scrittura. E così fu, nonostante abbia vinto numerosi premi e i suoi libri abbiano conquistato l’ammirazione del pubblico internazionale.

La verelena-ferrantea Elena Ferrante non ha ancora un volto. Forse il nome è uno pseudonimo che cela un’identità maschile o forse l’abilità creativa di narratori multipli già affermati.
Sulle tracce dell’enigmatica personalità è stato creato un progetto di ricerca che ha base a Napoli e che arrovella lettori e critici.

Ma perché la misteriosa identità desta tutto questo interesse?
Dei nostri idoli siamo abituati a conoscere tutto: la loro infanzia, le passioni, i vizi e difetti. Vogliamo seguire la loro intimità, assistere alla vita quotidiana e dare precisa connotazione alla loro psicologia. Ma a cercare i fattori estrinseci ci ha istruito la scuola, quando prima di leggere l’opera d’arte studiavamo biografia e contesto culturale dell’autore.
Queste quattro nozioni hanno aiutato davvero a godere dei testi? Noi ancora amiamo l’Iliade e l’Odissea senza sapere se Omero sia il padre storico o solo un attributo per indicare la poeticità della tradizione orale greca. Non deprezziamo il Macbeth solo perché dubitiamo della paternità shakespeariana e davanti all’Amleto non è necessario conoscere tutte le dinamiche di corte.

UomoMisteriosoCapire un autore è spesso pregiudizio velleitario e solo accostarvisi richiede tempo e pazienza. Immagino che, come con un amico, per conoscerlo bisognerebbe sapere cosa lo affascina e quali siano le sue paure. Bisognerebbe quindi sapere a quali studi si affianca più volentieri e chi prega quando si sente perso.
Per indagare la genesi di Sandokan o Yanez da Gomera non serve studiare la vita di Salgari quanto piuttosto proiettarlo tra gli scaffali della biblioteca di Verona.
La spazialità di Manzoni era tutta mentale perché fisicamente si allontanò poco da casa, e anche controvoglia.

L’opera letteraria contiene già dentro di sé tutti gli elementi necessari per essere capita, ma gli indizi extra-testuali servono a noi lettori per capire le connessioni filigranate, per leggere le trame sottili che a volte sfuggono alla nostra comprensione.
Conoscere l’identità di un autore può realizzarsi quindi attraverso il dialogo con le sue opere e con le opere che lo guidarono nella sua formazione.
Così un punto di partenza per scoprire Elena Ferrante è capire il ruolo della Napoli grottesca ed elegante insieme, l’ascesa sociale delle donne nei suoi romanzi e gli istinti contraddittori e violenti che caratterizzano la modernità.

Per quanto riguarda le ipotesi di identità, le più gettonate vedono nascosti i volti del giornalista Goffredo Fofi, dello scrittore Domenico Sternone o la moglie Anita Raja, dei coniugi Ferri. Il mistero è fitto e lungi dall’essere risolto.

Così è, se vi pare.

Arianna Nicora per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.