Le Alpi, crocevia di arte e cultura

0 931

Quando Goethe venne in Italia rimase senza fiato nell’ammirare la catena delle Alpi ed anni dopo, quando descrisse questo suo viaggio, raccontò dei monti come di un luogo di passioni disordinate, dell’orrido sublime che diviene una prova esistenziale per l’uomo.

Non bisogna stupirsi quindi che queste montagne, che separano e contemporaneamente uniscono l’Italia dal resto d’Europa, divennero nei secoli crocevia d’incontro di stili e culture. big_De Chirico
Di ciò tratta la mostra attualmente visibile al LAC Lugano Arte e Cultura, che ha deciso di inaugurare il nuovo polo svizzero con l’esposizione di opere appartenenti a quei protagonisti che, da metà Ottocento fino all’addentrarsi del XX secolo, lavorarono e vissero a cavallo dei due versanti delle Alpi (Orizzonte Nord – Sud. Protagonisti dell’arte europea sui due versanti delle Alpi 1840 – 1960, fino al 10 Gennaio).

La dicotomia presente nel titolo è ben esplicitata all’interno del percorso espositivo e diviene il filo che struttura l’avvicendarsi degli artisti: si inizia la visita con i due preromantici che hanno saputo esprime al meglio la grandiosità del sentimento del sublime, Giovanni Battista Piranesi e Caspar Wolf. Le incisioni del primo rappresentano l’imponenza del glorioso passato mentre il secondo ha illustrato una nuova visione del mondo alpestre, tanto da aggiudicarsi il titolo di pioniere della pittura paesaggistica montana.

Una sezione autonoma è stata dedicata a William J. M. Turner che realizzò dei delicatissimi acquarelli, testimonianza dei vasti cieli visti quando valicò più volte il Gottardo e della delicatezza dei paesaggi ticinesi.

big_BöcklinGiorgio De Chirico, dalla Grecia, e Arnold Böcklin, di Zurigo, sono le entità più oniriche e surreali, mentre Ferdinand Hodler e Adolf Wildt esprimono, seppur con due tecniche diverse, l’immensità del sentire umano e della sofferenza nel dramma.

Ed ancora Segantini, italiano di nascita e svizzero d’adozione, Medardo Rosso e Felice Casorati che condivide con Felix Valloton il nome e lo stile.
Si scopre poi che le nature morte non sono tutte uguali: se quelle di Giorgio Morandi sono dipinte al limite della sapienza formale per descrivere un tempo infinito, quelle di Albert Anker colgono l’attimo e l’istante imminente.

Si continua con il Novecento ed ampio spazio è dato a Paul Klee che, cresciuto nella Svizzera tedesca, ha saputo fondere gli esiti tonali derivanti dal suo avvicinamento all’esperienza del Cavaliere Azzurro con i colori dell’assolato paesaggio tunisino per approdare ad una pittura slegata dalla realtà, vicina al mondo del fantastico e dell’inconscio.OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Giacomo Balla, Fortunato Depero, Max Bill e Luigi Veronesi ci accompagnano al confronto finale tra Lucio Fontana e Alberto Giacometti entrambi ossessionati dalla spazio e dalla sua rappresentazione.

In conclusione, i rapporti tra i diversi artisti che vengono esposti in questa sede non sono per niente scontati e soprattutto si pongono al di sopra del semplice richiamo stilistico o cronologico, evidenziando una vicinanza emotiva e spirituale; è in questo modo che si creano esperienze di qualità eccelsa e di massimo coinvolgimento dello spettatore.

INFO

http://www.luganolac.ch/it/366/orizzonte-nord-sud

Chiara Bonatti per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.