Arriva primo album registrato nella Cappella Sistina

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Il Vaticano, per la prima volta, ha lasciato registrare un album in un posto un po’ particolare: la Cappella Sistina.

Il coro personale del papa sta registrano il nuovo album, Cantate Domino, che comprende la musica rinascimentale, due canti gregoriani, oltre due prime mondiali: il Miserere di Allegri e il Nunc Dimittis.

Il direttore del coro, composto da venti cantori adulti e trenta bambini, Massimo Palombella, ha affermato:

“La musica che abbiamo registrato è stata composta per le Celebrazioni Papali nella Cappella Sistina da compositori che scrissero appositamente per la Cappella Musicale Pontificia. […] La mia speranza è che questi capolavori musicali possano raggiungere milioni di ascoltatori in tutto il mondo per metterli in contatto con la storica cultura e la profonda spiritualità della Chiesa Cattolica”.

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La Cappella Sistina

La Cappella Sistina, quando la visiti, fatichi a godertela: ti dicono dove andare, cosa non fare e cosa fare, come muoverti e di farlo pure in fretta. Niente foto, non ti ci puoi fermare, silenzio religioso e clima intimidatorio per chi si avvicina alle pareti. Certo, lo capisco: probabilmente è uno degli esempi più belli, più mastodontici e più conosciuti dell’arte italiana. Però non riesci a prenderti un momento tutto per te, con Lei: quel brivido quando sei sulle scale, quando sai che stai per arrivare davanti a Dio e ad Adamo, quando senti il silenzio incrementare capisci quanto, al di là di ogni significato cristiano, la Cappella Sistina sia una divinità essa stessa.
Quando stavo per entrarci mi sono accorta di essere emozionata: perché trovarsi davanti alla bellezza, inconsciamente, emoziona sempre l’animo umano. È come il primo incontro con la persona che ami: sei agitato, ti sudano le mani, ma affronti le farfalle nello stomaco perché sai che, nel momento in cui la vedrai, tutto sarà perfetto.

Pensare che tutto questo mostro di santità sia utilizzato per incidere delle canzoni, per quanto si tratti di canti sacri e non di metal pesante, un po’ mi spiazza. Qualcuno, secoli fa, aveva scritto delle canzoni perché venissero eseguite lì, in quel luogo magico: chissà se avrebbero immaginato che un giorno milioni di turisti, fedeli e non, si sarebbero messi in fila per visitare quella Cappella.

Chissà che acustica deve avere, la Cappella Sistina; chissà come deve essere intonare un DO di petto davanti al Giudizio Universale; chissà se gli angeli riescono a sentirti, anche se sono solo affrescati. Forse, un po’ di invidia per il coro del Papa la provo.

La musica, per me, è la prima arte. Tutto viene dopo la musica, tutto potrebbe sposarsi con essa: un quadro, una foto, un racconto, una poesia o una statua sono sempre più belli, con la musica. Cantare, suonare o semplicemente ascoltare (cosa che non siamo più capaci di fare) eleva l’anima: è un momento in cui, quale che sia il tuo credo, ti senti più vicino al cielo.

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Miserere di Allegri

Non è certo un caso che le funzioni religiose siano sempre accompagnate da elementi musicali: gli organi nelle nostre chiese, o le litanie delle moschee, per non parlare dei canti dei monaci tibetani e delle loro campane. In qualsiasi civiltà è un modo per avvicinarsi alla divinità: pensate alle meravigliose messe con i canti gospel. Un po’ alla Sister Act, insomma.

Quindi, benché io sia un anticlericale convinta, approvo questa scelta: la musica per riavvicinare i fedeli, registrata in un luogo d’arte e bellezza per eccellenza, è una buona mossa.
Soprattutto se il Papa torna a fare il suo mestiere senza diventare anche cantante, tra le mille cose che gli piace fare. Sono anche fermamente convinta che questa ingenuità di Bergoglio, che si aggira per il mondo come se fosse il vostro panettiere di fiducia, sia solo una buona mossa di marketing: ma, alla fine, anche la Chiesa è un’azienda che deve batter cassa a fine mese.

Non so se la musica porterà davvero i fedeli in Chiesa: in una crisi dei valori del genere, in cui nemmeno i preti sembrano credere più in Dio, forse non può bastare così poco. Ma in un mondo in cui la speranza sembra persa, la religione non guida più gli uomini e i luoghi di culto sono diventati luoghi potenziali per un attacco terroristico forse la musica può elevare la nostra anima verso Dio. Qualsiasi sia il nome che gli diamo.

Forse, poi, aver registrato per la prima volta nella storia un album di musica sacra nella Cappella Sistina potrebbe dirci che è tempo di riavvicinarci all’Arte, alla musica, all’amore di Dio, anche se è “solo” disegnato da Michelangelo.

Marta Merigo per 9ArtCorsoComo9

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