Venezia e architettura contemporanea: si aprirà mai uno spiraglio?

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Basta gettare una veloce occhiata alla foto che mostra il vecchio Albergo Santa Chiara a Venezia e il suo ampliamento, realizzato dagli architetti Antonio Gatto, Dario Lugato e Maurizio Varratta, per capire che l’intervento non ha raggiunto i risultati estetici sperati.
I due edifici, infatti, stonano l’uno con l’altro a causa dei due stili architettonici troppo diversi tra loro: veneziano cinquecentesco il primo, minimalismo monocromatico il secondo.Hotel Santa Chiara
Inutile dire che sono già nate numerose polemiche, alimentate anche dalla posizione strategica dell’hotel (il canale tra Piazzale Roma e la Stazione ferroviaria di Santa Lucia, vicino al Ponte di Calatrava), entrata per tutti coloro che raggiungono Venezia via macchina o treno.

Il luogo dell’intervento è piuttosto particolare, in quanto è situato nel punto di incontro tra vecchio e nuovo mondo, essendo l’unico angolo della città che automobili, bus o tram possono raggiungere.
Potrebbe quindi essere questo il motivo che ha spinto il Comune e la Soprintendenza e della Commissione Regionale per la Salvaguardia di Venezia a dare l’ok per la costruzione di un’opera così moderna, ma rimane evidente l’incapacità di controbilanciare le due anime che qui vanno a scontrarsi.

Innegabile ammettere che, in Italia, quando si parla di ristrutturare un edificio storico si va incontro ad iter lunghissimi e costanti polemiche, anche solo quando si parla di case private prive di alto valore architettonico. E di edifici storici il nostro paese ne può vantare moltissimi. Questo ha creato un grande problema per cui ogni restauro in chiave moderna viene automaticamente tacciato di essere brutto, antiestetico, gridando ad alta voce l’importanza della conservazione dei nostri beni.Caixa Forum Madrid

Certo, la tutela del nostro patrimonio artistico è fondamentale, ma se questo porta alla presenza di palazzi allo sfascio, lasciati in balia delle intemperie ed inagibili perché bloccati da ricorsi lenti e legati ad una burocrazia troppo complicata ed ostile, non è forse il caso di accogliere queste realtà come segnale che questo metodo di lavoro non è efficiente?
L’architettura moderna si è mostrata capace di creare soluzioni esteticamente molto belle e funzionali, come dimostra il nuovo Centro Sociale e Culturale Fondazione Caixa a Madrid, la facoltà di Architettura a Tournai (Belgio), ma anche il veneziano Palazzo Querini Stampalia, sottoposto ad intervento da Carlo Scarpa.

In questo caso è ovviamente mancata la qualità dell’opera, la capacità di pensare ad un equilibrio tra ciò che era già presente e ciò che si sarebbe andato a creare, tenendo conto anche della città in cui si stava andando ad operare.
L’errore è stato nella scelta della committenza, nello volersi appoggiare a leggi (necessarie) che non tengono conto dell’arte nella loro sfrenata ricerca di tutela dei nostri palazzi classici.
Sarebbe forse bastato indire un concorso internazionale, cercare un dialogo tra i vari esperti coinvolti nella creazione del palazzo, invece che affermare un secco “no” che ha poi portato alla scelta di un progetto che sarebbe lusinghiero definire mediocre. 02_complément_ORAL_Aires_Mateus_140205.ppt

Quella stessa arte romantica e classica che ci rende tanto invidiati agli occhi dei visitatori e di cui noi, di conseguenza, siamo così fieri, rischia di lasciarci relegati al passato. Un passato bellissimo, popolato da putti con guance rosa e Madonne sorridenti e palazzi pastello con facciate eleganti, ma pur sempre passato, mentre il mondo va avanti.
L’Italia non può diventare una semplice cartolina o una fotografia in un libro di storia dell’arte: c’è spazio, e ci deve essere, anche per essere qualcosa di più.
Nel frattempo, il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha già ricevuto dall’imprenditore Franco Bano la proposta di coprire il “cubo”, a costo zero per la città, con una maschera che riprenda lo stile dell’albergo. Attendiamo di sapere quale sarà la decisione del Comune e della Soprintendenza.

Eleonora Rustici per 9ArtCorsoComo9

Fonti: Padova Oggi, Artribune

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