Dopo Dismaland di Banksy, Pure Evil arriva a Roma

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Dopo il grande successo di Dismaland di Banksy, si apre alla galleria Wunderkammern di Roma la personale proprio di uno di quegli artisti che vi ha partecipato creando una delle inquietanti attrazioni che sono state esposte a Weston-Super-Mare in Inghilterra fino a poco fa.

Echoes, la prima mostra in Italia interamente dedicata allo street artist Pure Evil, è stata inaugurata a Roma il 26 settembre e lì resterà fino al termine di ottobre. Oltre all’esposizione sono stati programmati una serie di progetti satellite che prevedono live performance dell’artista nella città davanti ai passanti. Pure Evil
Pure Evil, oggi quarantacinquenne, ha iniziato la sua carriera artistica 20 anni fa a San Francisco, ma il vero successo è arrivato una volta tornato in patria, in Inghilterra, quando ha iniziato a collaborare con il gruppo Santa’s Ghetto di Bansky e quindi ad esporre in giro per il mondo.

Emblema della sua produzione è un coniglietto stilizzato con le zanne con il quale, in modo ripetitivo e in un certo senso anche rituale, ha marchiato città e palazzi e che ancora oggi fa da filo conduttore nelle sue opere.
Dall’indiscutibile gusto noir e caratterizzato da un’iconografia cupa, il lavoro di Pure Evil mira a mettere in mostra i lati più malvagi e nascosti delle persone e della società.
Lo stesso coniglietto suo marchio di fabbrica fa infatti riferimento ad un evento forte della vita dell’artista. In molte interviste, l’artista si sofferma a raccontare di come, affascinato dalle armi, abbia deciso di prenderne una dalla casa del cugino e quindi di sparare una volta uscito, ad un coniglio. Racconta quindi del pentimento che ha provato subito dopo e di aver capito troppo tardi della gravità del suo gesto oramai irreparabile.
L’idea quindi che sta dietro all’icona di Pure Evil vuole essere anche un insegnamento: l’appresa consapevolezza dell’artista e che dovremmo avere tutti noi, che le azioni sbagliate che commettiamo non possono rimanere impunite per sempre e che sono sempre lì ad osservarci pronte ad attaccare. Riempire pareti di coniglietti colorati è una sorta di macabro promemoria di come per ogni propria azione si debba sempre pagare.

Man mano l’iconografia di Pure Evil si è arricchita caricandosi di tutte le tematiche sociali di cui oggi è portatrice, in particolare includendo soggetti pop dai colori sgargianti alla Warhol, ma con una inconfondibile lacrima sotto un occhio e un’innegabile nota dark.

Intervento murale appena realizzato a RomaIl titolo della serie, Nightmare, non lascia dubbi sul suo significato e sulla non troppo velata critica alla società contemporanea: tra i principi della galleria che Pure Evil ha fondato nel 2007 vi è infatti il rifiuto di vedere gli artisti come una merce e che questi, per prima cosa, debbano essere indipendenti anche dallo stesso contesto in cui operano: solo così i principi e l’etica potranno venire prima del profitto economico.
Tra le altre serie in mostra quella recentissima nata da un viaggio in Asia in cui i classici temi dello street artist si miscelano ai simboli e ai colori dell’Oriente e l’inedita Childhood, dedicata ai disegni, alle storie e all’espressività dell’infanzia.

Filo conduttore di questa personale è infatti il ruolo spesso contraddittorio della memoria, ingannevole e in grado di distorcere il passato dandocene una parvenza diversa volta inevitabilmente ad influenzare le nostre scelte presenti e future.

Dopo questa mostra Roma ne uscirà sicuramente arricchita grazie agli interventi che ha già fatto e che farà Pure Evil in città, ma voglio anche augurarmi che questa sia un’occasione per l’Italia per imparare ad apprezzare la street art, senza etichettarla immediatamente come volgare vandalismo, e per distinguere l’arte dalla voglia di ribellione di qualche adolescente volenteroso di scrivere su un muro il proprio nome.

Elisa Pizzamiglio per 9ArtCorsoComo9

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