Passato e Presente collidono al Louvre per mostrarci il Futuro

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Jacques Attali, saggista ed economista francese, nel 2006 pubblicava Breve storia del futuro, un saggio sociologico in cui illustrava la storia dell’umanità sin dai suoi albori per poi concentrasi nella seconda parte sui suoi possibili sviluppi.

Il 24 settembre è stata inaugurata al Louvre l’omonima mostra, apertamente ispirata al libro di Attali e allestita riunendo oltre 200 opere d’arte tra antiche e contemporanee che rimarranno così esposte fino ad inizio gennaio.
Sostanzialmente Attali prefigura tre possibili scenari per i nostri futuri 50 anni e l’attuazione dell’uno o dell’altro dipende essenzialmente da noi e dalle prossime scelte che attueremo.
L’autore sostiene che ora il mondo è regolato dall’ordine mercantile, ossia l’economia. Data l’innegabile spinta individualistica di questa forza, nel futuro se rimarrà incontrastata si verrà a creare un impero planetario basato sul guadagno personale e in cui tutto ciò che non gli giovi verrà sistematicamente eliminato: che sia la natura o gli stessi stati. Si creeranno disequilibri come mai prima e a una parte di umanità estremamente ricca farà da contrapposto una porzione di popolazione in totale povertà.

Mandi_XXI_03Nel secondo caso dipinto da Attali le differenze tra i diversi popoli verranno esasperate a dismisura portando alla cessazione improvvisa della globalizzazione e a conseguenti conflitti mondiali per ideali religiosi, sociali, economici e anche per guadagni privati.
L’ultimo scenario, il più roseo, invece da una speranza all’umanità e alle sue capacità gestionali e di collaborazione: il ruolo del mercato e quindi dell’economia verrà limitato e verrà posto un limite all’uniformante globalizzazione trovando un punto di equilibrio duraturo. In questo modo si creeranno i presupposti per la diffusione planetaria della democrazia e quindi di ideali come la libertà e la dignità che porteranno ad un equo progresso mondiale.

La mostra vuole mostrare attraverso la combinazione del moderno e del passato, attraverso l’arte, la scienza, l’architettura e il cinema quanto dalle passate società possa essere di insegnamento per noi così da metterci in guardia a riguardo dei pericoli, ma anche delle opportunità, che il futuro ci riserva.
Quattro aree tematiche faciliteranno la comprensione di quanto esposto: l’ordine del mondo, i grandi imperi, l’espansione del mondo e il mondo policentrico in cui viviamo oggi; le opere d’arte hanno il compito di sottolineare la successione degli avvenimenti storici e di mettere in luce tutti i possibili metodi di comunicazione che nel tempo si sono creati tra individuo e comunità.lombardi_2_body

Oltre alle 200 opere volte all’illustrazione del passato sono stati riuniti 15 lavori di artisti contemporanei, alcuni commissionati apposta per la mostra: tra questi Mandi XXI, opera di Kris Martin rappresentante un tabellone delle partenze di un aeroporto completamente nero, senza destinazioni e senza orari e in cui le varie tessere ruotano e scalano, ma senza rivelare nulla. Più che una predizione questo vuole essere un ammonimento,ì; siamo sicuri di aver preso la strada giusta? Sappiamo dove ci stiamo dirigendo?
I cubi di vetro con all’interno delle ragnatele di Tomàs Saraceno vengono esposti assieme a reperti provenienti dall’antico Egitto e dalla Mesopotamia: si tratta di uno studio iniziato diversi anni addietro dall’artista sul mondo dei ragni e sulle valenze architettoniche, sociali e soprattutto simboliche della ragnatela.
Infine Mark Lombardi espone delle immense ed intricatissime mappe concettuali volte a chiarire chi ha finanziato l’armo dell’Iraq; una sorta di arte della cospirazione più che mai attuale in questi anni.

Per concludere, quella di Attali non vuole essere una pretesa di predizione del futuro, un pensare l’avvenire come predeterminato e quindi immutabile. La sua idea è anzi tutt’altro che fatalistica, vuole spalancarci gli occhi in modo da farci intuire i possibili sviluppi del nostro cammino come umanità in modo da darci la possibilità di raddrizzare il tiro in itinere senza farci sorprendere quando lo scenario più cupo si sarà già presentato.

Elisa Pizzamiglio per 9ArtCorsoComo9

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