Omnia Signa: il disegno in primo piano – in mostra a Milano

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È stata inaugurata il 24 settembre la mostra Omnia Signa allo Studio d’Arte Cannaviello, una galleria nata a fine anni ’60 e che da subito ha dedicato le proprie esposizioni alle forme più svariate di arte contemporanea con una particolare attenzione per quelle che trovano le propria espressione attraverso la manualità e l’immagine.

Si inserisce perfettamente in questo contesto Omnia Signa, mostra dedicata esclusivamente a disegni su carta per lo più a matita.

Al centro del progetto espositivo dello Studio Cannaviello quindi quella pratica spesso irrinunciabile che precede ogni opera finita, che sia astratta o figurativa, che sia pittorica o scultoria.

Si vuole ricostruire così la genesi creativa di grandi artisti che hanno transitato attraverso la galleria e allo stesso tempo dare lustro proprio a quest’ultima esponendo disegni ritrovati nei suoi magazzini grazie ad un attento progetto di ricerca.

Gli 80 artisti in mostra non hanno particolari o voluti legami, anzi il fatto che siano essenzialmente estranei tra loro avvalora il significato della pratica del disegno, germe della creazione e primo momento in cui l’opera prende corpo.

Le potenzialità estetiche e quindi collezionistiche del disegno non sono certo una scoperta degli ultimi anni; già a rinascimento inoltrato infatti i collezionisti di bozzetti erano ampiamente diffusi e spesso erano le persone inviate dai regnanti europei alla conquista di opere italiane e classiche per dare lustro alle loro residenze. Questi primi agenti d’arte, non potendosi permettere i grandi capolavori, indirizzarono i propri interessi su una produzione che fino ad allora era stata priva di mercato e che da quel momento diventò ambitissima.

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Nel corso della storia il disegno ha assunto ruoli diversi e se inizialmente era considerato imprescindibile e i bozzetti erano definiti fin nel minimo dettaglio, man mano il loro ruolo divenne meno influente e dall’impressionismo in poi addirittura nullo. Ogni artista comunque ha agito a modo suo e se Michelangelo amava disegnare con la sanguigna creando risultati molto definiti, Tiepolo invece preferiva usare la china creando bozze dal tratto fluido e decisamente non marcato.

Il disegno non essendo più in funzione di futuri dipinti divenne pratica a sé e da esso si svilupparono nuovi metodi espressivi in grado di dargli una maggiore diffusione come l’incisione.

Nella contemporaneità molti artisti scelgono proprio carta e matita per dare forma alla propria creatività; William Kentridge, un artista sud africano, usa esclusivamente le pratiche del disegno e della cancellatura sovrapponendo man mano i due strati e facendo frequenti fotogrammi in modo da dar vita poi ad un video.

Tra gli artisti in mostra spiccano i nomi di Giuseppe Abate, da tempo legato allo Studio Cannaviello, Alighiero Boetti, inizialmente vicino all’arte povera e poi in grado di trovarsi un linguaggio proprio e nuovo ed infine Georg Baselitz, artista per cui il grafismo ha un ruolo fondamentale sia per le sue opere pittoriche che per quelle scultoree.

Elisa Pizzamiglio per 9ArtCorsoComo9

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