Moby Dick: mito imperituro

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Melville

Quando si parla della balena bianca, il primo nome che salta alla mente è senza ombra di dubbio Moby Dick. Il monumentale romanzo di Herman Melville (New York, 1° agosto 1819 ― New York, 28 settembre 1891), inizialmente poco considerato, è oggi ritenuto uno dei massimi capolavori della letteratura mondiale. Ha raggiunto una fama talmente grande che persino chi non l’ha mai letto ne conosce la trama, anche grazie a riadattamenti e citazioni.

L’avvincente storia della baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, disperatamente alla ricerca della balena Moby Dick, è ormai patrimonio collettivo. Eppure il romanzo non è solo il resoconto di una ossessiva caccia alla balena. Al protagonista Ismaele, alter ego dello scrittore, sono affidate numerose riflessioni filosofiche che occupano gran parte del libro, oltre a digressioni di varia natura.

Moby Dick trae ispirazioni da due episodi realmente accaduti: l’affondamento della baleniera Essex a causa dello scontro con un capodoglio e la cattura di un capodoglio albino chiamato Mocha Dick, diventato leggendario per la sua ferocia nell’attaccare le navi. Melville se ne interessò subito, vista la passione per il mare e le sue storie.

Da piccolo rimase affascinato dai racconti del padre, e la sua voglia d’avventura divenne realtà nel momento in cui si imbarcò, ancora ragazzo, sulla St. Lawrence. Da quel momento in poi i viaggi per mare saranno numerosi, e ogni esperienza si rivelerà centrale per lo sviluppo di molte delle sue opere. Romanzi come Omoo e Typee, di chiara matrice autobiografica, traggono ispirazione dalle traversate marittime dello scrittore. E, ancor prima di Moby Dick, hanno contribuito ad alimentarne la fama.

Melville non è soltanto il narratore delle avventure tra i mari. Uno dei suoi romanzi più famosi è Bartleby lo scrivano, testo considerato precursore dell’esistenzialismo e della letteratura dell’assurdo. Dalheart-sea-movie-posterle navi si passa all’ufficio: la figura di Bartleby testimonia quell’alienazione, nella vita e nel lavoro, che diventerà uno dei capisaldi della letteratura di inizio Novecento.

Nonostante opere di grande valore letterario, Melville è oggi conosciuto dai più come l’autore di Moby Dick. La balena bianca è stata un punto di riferimento nella produzione culturale dell’intero Novecento: le citazioni spaziano dalla letteratura ai fumetti, fino alla musica. Basti pensare al pronipote Richard Melville Hall, famoso compositore statunitense noto al grande pubblico con il suo pseudonimo: Moby, per l’appunto.

Il cinema è il settore che ha beneficiato maggiormente del romanzo di Melville. Al primo film su Moby Dick, del 1930, sono seguiti numerosi riadattamenti. Fino al venturo In the Heart of the Sea, film di Ron Howard in arrivo a dicembre 2015. Con la differenza che stavolta Moby Dick non sarà la fonte d’ispirazione primaria. Il film di Howard è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo, scritto da Nathaniel Philbrick, resoconto storico della tragedia che colpì la baleniera Essex nel 1820.

Si ripropone ancora una volta un cinema che fa leva sulla potenza del “tratto da una storia vera”. Pare che il buon Melville dovrà mettersi parzialmente da parte. In favore di una verità spettacolarizzata.

Gabriele Scuderi 9ArtCorsoComo9

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