Dinh Q.Lê : alla ricerca della verità sulla Guerra in Vietnam

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Dinh Q.Lê è un artista vietnamita, nato nel 1968 a Hà Tiên, un paese al confine con la Cambogia, che ha dedicato la sua vita e la sua arte alla ricerca della verità sulla Guerra in Vietnam.

La sua prima personale in Asia, intitolata “Dinh Q. Lê: Memory for Tomorrow” si sta tenendo al Mori Art Museum di Tokyo (fino al 12 ottobre), e mette in mostra sua epifania circa la verità degli orrori della guerra percepiti dai suoi connazionali. La mostra non a caso è stata organizzata quest’anno proprio in Giappone, poiché ricorrono due importanti anniversari: il 40° della fine della guerra del Vietnam, nonché il 70° della sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondialeimages-3

Dinh Q.Lê lasciò con la famiglia la sua terra natia a soli 10 anni per sfuggire ai terribili Khmer Rossi, stabilendosi in California, rapportandosi col conflitto durato dal ’60 al ’75, solo attraverso la visione che ne fornivano i media o i film americani, che ovviamente idolatravano ed esaltavano l’operato delle truppe statunitensi, portatrici di libertà.

Ma il desiderio della ricerca di un’altra verità, filtrata dal punto di vista vietnamita, è stato da sempre il motore ed il desiderio di Dinh Q.Lê, che attraverso la fotografia ha cercato di riappropriarsi delle sue origini: ha cominciato quindi una raccolta di migliaia di foto e testimonianze tra rifugiati e sopravvissuti, cercando le sue radici e studiando questa guerra da un’altra prospettiva, scoprendo come gli strumenti che per gli americani portavano salvezza, per i vietnamiti significavano morte e terrore.

download-2Il suo originalissimo modo di creare le sue opere attraverso gli scatti raccolti, è ispirata all’antica tradizione vietnamita dell’intreccio delle stuoie di erba, che lui ha rielaborato utilizzando come materiale per la trama e l’ordito. Le foto che l’artista ha raccolto per il suo progetto, provengono dai entrambi fronti di guerra, diametralmente opposti culturalmente ma profondamente intersecati in questo conflitto.
Partendo dai suoi studi al college, l’artista ha voluti fondere le tecniche occidentali con quelle della terra natia, alla ricerca di un modo personale di esprimere la sua doppia anima contrastante, il conflitto tra la sua terra di origine e quella d’adozione.

Esaminando e raccontando quelle storie che non sono mai state raccontate o ascoltate, storie di individui che hanno subito eventi terribili oscurati dalle propagande nazionali, ed esplorando la stretta relazione tra arte e società, Dinh Q. Lê attraverso la sua arte unica, ci offre l’opportunità di riflettere sul nostro passato, presente e futuro, di come la comunicazione ufficiale possa nascondere le sofferenze reali di un popolo e sull’importanza delle proprie radici e del loro ruolo basilare per capire se stessi e il mondo.

Scappare da una guerra e scegliere di vivere nella patria dei propri “nemici” può creare forti contrasti personali, nonché dubbi su quale sia la verità, cosa sia il bene e il male.
Su tutto questo ha voluto indagare Dinh Q. Lê, che non ha voluto considerare assoluta e giusta la verità americana, ma cercando nei suoi legami di sangue, quale dolore ha provato una nazione dilaniata da bombe chimiche, uccisioni di massa, stupri e violenza, accantonando la visione eroica imposta dai media americani.
Alla fine del conflitto il bilancio è stato di due milioni di civili vietnamiti uccisi contro 60mila soldati americani, milioni orfani, persone deformate e mutilate.
Davvero quella degli Stati Uniti è stata solo una missione di liberazione di un popolo? Sono stati dei salvatori integerrimi? Queste sono le domande alle quali ha cercato di rispondere “Dinh Q. Lê, perché tali orrori non si ripetano.

Carlotta Tosoni per 9ArtCorsoComo9

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