Questa Quadriennale non s’ha da fare

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In una Roma sempre più con l’acqua alla gola (e non mi riferisco alle incerte condizioni meteorologiche degli ultimi giorni) nella preparazione del Giubileo, una nuova problematica è sorta a dare qualche grattacapo a coloro che vorrebbero, tra avvenimenti religiosi e mostre di rilevanza nazionale e internazionale, dare lustro al nome della Capitale.Q

I nuovi problemi riguardano quel sacro mostro della Quadriennale che, dopo anni di silenzio (l’edizione prevista per il 2012 era infatti stata cancellata per mancanza di fondi), torna a far parlare di sé.

Le aspettative erano ottime: un nuovo presidente, Franco Bernabè, già presidente del Palazzo delle Esposizioni e quindi non proprio un incompetente in materia; la volontà del Ministero dei Beni culturali di rilanciare “una delle più importanti istituzioni per la valorizzazione e la promozione dell’arte contemporanea italiana”; l’annuncio quasi immediato dell’intenzione di ripristinare la mostra per la sua 16° edizione; la collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo che porterà all’interno della Quadriennale progetti innovativi e sostenibili. Inoltre, cosa che più di tutte sorprende vista la proverbiale lentezza organizzativa del nostro Paese, l’avvio dei progetti con oltre un anno di anticipo.
Cos’è allora andato storto in questa atmosfera quasi idilliaca? La risposta è talmente banale da venire fuori senza dover sforzare nemmeno un minimo l’immaginazione: la mancanza di fondi. Frase che ci sentiamo sempre dire quando si tratta di organizzare eventi culturali.

Ma andiamo con ordine e prendiamo almeno qualche riga per parlare un po’ di questa Quadriennale e della sua importanza nel panorama artistico italiano.

La mostra, che deve il suo nome alla cadenza con cui viene allestita, nasce nel 1927 (anche se l’iniziativa decollerà definitivamente solo nel 1931) con l’obiettivo di accentrare in un unica grande esposizione le più importanti espressioni dell’arte contemporanea italiana, lasciando invece alla Biennale di Venezia lo svolgimento delle manifestazioni di carattere internazionale.

Da allora la Quadriennale ha sempre svolto un’attività a ciclo continuo alternando mostre, seminari e ricerche fino al grande stop del 2012 causato da problemi finanziari.

E di nuovo quattro anni più tardi il fantasma della mancanza di fondi rischia di compromettere la buona riuscita dell’evento, soprattutto perché a quanto pare questa volta la scarsità dei mezzi andrebbe a pesare direttamente sulle spalle degli artisti (di cui ancora non si sanno i nomi definitivi ma solo quelli dei 69 candidati che si contendono la possibilità di esporre i propri progetti l’anno prossimo): infatti non sembra essere previsto nessun rimborso per il trasporto delle opere o per il viaggio e l’alloggio degli artisti e soprattutto non è per il momento previsto alcun budget per la produzione di opere nuove.3.-Quadriennale

Di fronte a questa situazione poco chiara e dalle poche garanzie, alcuni curatori hanno già protestato e avanzato le loro pretese riguardo alle condizioni sulla partecipazione all’esposizione. In particolare Antonia Alampi, artista formatasi a Berlino e con una lunga esperienza lavorativa a Beirut, ha scritto sulla sua pagina di Facebook quanto trovi assurdo un approccio simile e ha colto l’occasione per annunciare che diserterà la mostra, invitando i colleghi a fare altrettanto.

Ovviamente c’è ancora tutto il tempo per sistemare la vicenda nel miglior modo possibile e, ce lo auguriamo, magari anche per trovare i fondi necessari, quindi non è detta l’ultima parola.

Possiamo solo commentare con una certa amarezza che eventi del genere non fanno fare certo una bella figura ad una città come Roma, che potrà pure contare sul fatto di essere la capitale ma che se continua rischia di esserlo soprattutto della disorganizzazione e non è certo un ruolo adatto ad una grande città come lei.

Silvia Meloni per 9ArtCorsoComo9

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