Degas. Non solo il pittore delle danzatrici

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È ricordato e amato per le sue ballerine che volteggiano nelle sale da ballo, per i tutù e le scarpette da punta. La passione per il ballo, però, scaturiva da altri stimoli: “La gente mi chiamava pittore delle danzatrici, ma in realtà a me interessa catturare il movimento” sottolineava. È lui, Edgar Degas: un personaggio sopra le righe che ricordiamo proprio oggi, 27 settembre, in onore della sua morte.

33-Degas-lassenzioDa pittore borghese, di formazione classicista, si affaccia poi, a seguito dell’incontro con Manet negli anni ’60 dell’Ottocento, alla corrente dell’Impressionismo, di cui sarà uno dei fondatori. Pur appartenendo a questo gruppo di rivoluzionari, non stenta ad imporre la propria originalità. Sincero e schietto, Degas non teme la propria diversità. Piuttosto, la esalata e la schiera come punto di forza. Con estrema genialità plasma le teorie impressioniste a suo piacimento, rifiutando alcuni stilemi cardine della riflessione impressionista.

L’en plein air, elemento caratterizzante degli artisti come Monet e Renoir, è assente. Preferisce l’essere umano ai paesaggi. L’introspezione psicologica rende i suoi dipinti unici nel panorama impressionista. Indimenticabile è L’assenzio, 1875-1876, la cui carica emotiva lascia lo spettatore inerme: realismo disarmante. Seducente. La frequentazione dei Cafè lo porta a contatto con soggetti particolari, adatti alla sua analisi psichica. Nulla è lasciato al caso, a differenza di come 1845859756opererebbe un impressionista comune. Degas fissa l’immagine con uno schizzo per poi rielaborare il lavoro attraverso l’uso della memoria. La preparazione delle sue opere è approfondita. L’occhio osserva. La mente fissa l’immagine. Ed in studio ore e ore di riflessioni e aggiustamenti. Eppure la sua arte non perde di freschezza e naturalezza. Ma anzi, ed è questa la grandezza di Degas: i soggetti vengono sempre ritratti nel momento dell’azione. In pose casuali. E non sembrano nemmeno accorgersi della presenza del pittore (Donna che fa il bagno,1883, Donna che si pettina,1890).

La vita urbana illustrata nelle opere di Degas svela i suoi falsi miti. Mette a nudo le fragilità di un mondo cristallizzato e idealizzato, bohemien, riportando sulla tela la schiacciante verità senza inibizioni. Per questo chiunque nel trovarsi di fronte ad un Degas non può che percepire un certo senso di straniamento provocato dalla rivelazione della verità che l’artista stesso vuole comunicare. Ed è a quel punto che un Degas farà breccia nel cuore di quell’uomo rimasto inerme ad osservarlo.

Sofia Zanotti per 9ArtCorsoComo9

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