Aldo Moro, il Presidente

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Il 23 settembre 1916 nasceva a Maglie (LE) Aldo Moro. Nella sua vita è stato per cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri. Segretario della Democrazia Cristiana dal 1959 al 1964 è stato il volto della politica italiana negli anni ’60. Il 16 marzo 1978 venne rapito dalle Brigate Rosse e ucciso il 9 maggio successivo. La sua vita però non può essere ridotta semplicemente a questo. Stiamo parlando di uno dei più grandi politici che l’Italia abbia mai avuto. L’uomo del compromesso storico che avrebbe portato ad una possibile svolta nella politica italiana. Walter Veltroni ha cercato di metterlo in pratica, facendo nascere il Partito Democratico. Non un ottimo risultato. Ai tempi sarebbe stato ottimo, invece di regalarci il trittico Craxi, Andreotti e Forlani che portò alla fine della Prima RepubblicaBerlinguer_Moro

Pensare ad Aldo Moro porta automaticamente la mente ai giorni del suo sequestro e successivamente della sua morte. Un caso ancora oggi attuale di cui non si è ancora trovata la quadra del cerchio. E non è facile. Perché in quei giorni a Roma si mosse l’intero apparato mondiale dei servizi di sicurezza. Quello che stava accadendo in Italia grazie al compromesso storico avrebbe innescato un un processo di cambiamento sociale e economico. La Guerra Fredda avrebbe visto una svolta improvvisa e decisiva. Gli equilibri tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Le Brigate Rosse l’hanno fatto per conto loro o sotto il soldo di CIA, FBI eccetera eccetera? Il giorno in cui avviene il rapimento è simbolico. Moro la mattina del 16 marzo 1978 stava andando a votare il primo governo con il sostegno del Partito Comunista di Enrico Berlinguer. La magistratura ha cercato di rispondere affermando la prima, ma il caso è ancora aperto dopo trentasette anni. Anche questa è la storia italiana.

Nel libro “I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia. Perché Aldo Moro doveva morire? La storia vera” di Ferdinando Imposimato, viene descritta l’Italia di quegli anni tramite il sequestro Moro. Ne esce l’immagine di un paese schiacciato da pressioni americane e sovietiche. Trame e sottotrame da far impallidire i peggiori libri complottisti. Ed allora ecco perché il caso Moro rimane aperto. Perché nel districato mondo di quell’Italia anche il fatto più chiaro diventava oscuro.

Lorenzo Allamprese per 9ArtCorsoComo9

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