La Gioconda era piacentina e non si chiamava Lisa

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Un libro, “Enigma Leonardo: la Gioconda, in memoria di Bianca”, ha rivoluzionato già cinque anni fa le nostre ipotesi sull’identità della Gioconda: la ricercatrice Carla Glori ha proposto la sua teoria di identificare l’enigmatica donna in Bianca Giovanna Sforza.gioconda2

Ma c’è di più: oltre a mettere in discussione l’identità della dama, la ricerca voleva mettere in evidenza la corrispondenza del ponte dipinto sullo sfondo della Gioconda con il ponte Gobbo di Bobbio, Piacenza. La novità recente è invece la verifica eseguita su questa teoria, condotta dallo Studio Architetti Bellocchi di Piacenza attraverso indagini sul campo ed elaborazioni di modelli 3D.

La verifica si basa sulla compatibilità tra gli elementi del paesaggio reale e quelli che vediamo sul dipinto: i punti di riferimento, come il ponte di Gobbo, sono quasi coincidenti.

La localizzazione geografica allinea il “punto di vista” del pittore con una finestra orientata a nord est al piano alto del castello Malaspina-Dal Verme, in più la comparazione del ponte Gobbo stesso, spostato all’indietro da Leonardo per inquadrarlo interamente nel dipinto, si è attenuta a disegni originali del XVIII secolo, in cui l’architettura risulta a cinque archi, particolare che avvalora la tesi.

Certamente questa ipotesi di localizzazione prescinde dall’identificazione della modella, che secondo Carla Glori sarebbe Bianca Giovanna Sforza, figlia naturale, in seguito legittimata, di Ludovico il Moro, duca di Milano: la donna nel 1496 sposò Gian Galeazzo Sanseverino, comandante dell’esercito sforzesco e signore di Bobbio.

Ciò che ha indotto la studiosa a formulare questa ipotesi è il motivo disegnato sulla scollatura della Gioconda, che viene ricondotto ad una moda in auge presso la Corte di Milano e databile inoltre al periodo tra il 1493 e il 1499. Tale considerazione è fondamentale perché Leonardo, cesellando una collana di nodi lungo tutto il bordo della scollatura del vestito della Gioconda, particolare che a malapena poteva essere visto, probabilmente voleva lasciare qualche informazione, qualche indizio che rimandasse alla dinastia degli Sforza.

Questa ipotesi è certamente affascinante e ben supportata da indizi, se non prove, ma molte altre si sono sprecate su questo mistero leonardesco.

Una molto famosa vede la Gioconda come il ritratto dell’artista sotto spoglie femminili:  la studiosa americana Lillian Schwartz dimostrò nel 1987 che i lineamenti del volto di Monna Lisa e quelli dell’autoritratto di Leonardo erano al computer perfettamente sovrapponibili.gioconda1

Tuttavia altre voci si rincorrono, e nel 2014 ne troviamo un’altra: secondo lo storico Angelo Paratico, che vive e lavora da 20 ad Hong Kong, la Gioconda sarebbe una schiava orientale a servizio da un ricco cliente del notaio Da Vinci, che sarebbe poi divenuta la madre del genio. Le ricerche dello storico avrebbero infatti individuato, prima della nascita di Leonardo nel 1452, alcune carte legali del padre in cui figurava la donna, poi misteriosamente scomparsa.  A conferma della sua teoria il dottor Paratico sostiene che, durante il Rinascimento, la presenza di schiavi orientali era abbastanza frequente in paesi come l’Italia e la Spagna, e le radici cinesi di Leonardo sarebbero confermate dal suo essere mancino, altra caratteristica tipica, insieme a quella di scrivere da sinistra a destra. Leonardo, inoltre, era vegetariano, pratica piuttosto inusuale per l’epoca in Occidente.

Tutte queste notizie sensazionali non scalfiscono certo la qualità dell’opera e il suo valore, ma danno spesso la sensazione di voler “sfruttare” l’onda della sua fama: possiamo anche vedere queste ricerche, così fitte e assidue ancora nel 2015, invece come la prova di quanto questo quadro ci affascini da cinque secoli e dall’attrazione che il suo mistero suscita.

Chiara Buratti per 9ArtCorsoComo9

2 Commenti
  1. Angelo Paratico dice

    Salve,

    Grazie per avermi citato.

    Quel ponte vien conteso anche dagli aretini e v’e’ chi sostiene che sia stato aggiunto piu’ tardi da qualcuno degli allievi di Leonardo.

    Ognuno ha la propria opinione sulla identita’ della Gioconda. Io penso che il modello iniziale per Leonardo fu Pacifica Brandani da Urbino ma poi sviluppo’ e modifico’ il quadro a proprio piacimento. Che si tratti di Bianca Sforza ‘la bella principessa’ la vedo molto dura, essendo morta a 14 anni!
    Saluti e complimenti per il bel articolo.
    Angelo Paratico

    1. Marta Merigo dice

      Grazie a lei, siamo onorati del suo commento.

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