Quel Caravaggio dimenticato a New York

1 2.093

 

Non tutti forse sanno che a New York, al Metropolitan Museum, è esposta “La Negazione di San Pietro” del Caravaggio.

Caravaggio_denial
“La Negazione di San Pietro” del Caravaggio

Fin qui niente di strano, se non fosse che secondo il più controverso critico d’arte italiano, Vittorio Sgarbi, il quadro si trovi lì in maniera abusiva, in quanto sostiene che l’opera, valutata 150 milioni di dollari, sia finita nella Grande Mela passando per vari e disonesti antiquari e restauratori.
Facente parte della collezione privata della principessa napoletana Elena Imparato Caracciolo, rimase al suo lecito posto fino agli anni ’60, dopodiché, quando venne riconosciuto e restaurato da Pico Cellini, fu esportato a Losanna in maniera poco chiara, quindi attraverso il restauratore Dik, passò all’antiquario Julius Waitzner a New York. Qui, a inizio anni ’80 venne acquistato da Herman Shickman che lo espone indisturbato a Londra, Washington e New York nell’85, per poi cederlo infine a Lila Acheson Wallace che, nel 1997, lo dona al Met.

Le accuse di Sgarbi si basano sulla testimonianza diretta degli eredi e sull’articolo uscito sulla rivista “Napoli nobilissima” nel 1973, scritto dallo storico d’arte Maurizio Marini, studioso del Caravaggio dove parlò del “furto” del quadro, spiegandolo poi dettagliatamente in una monografia successiva dedicata al Merisi. Sgarbi non rivolge la propria invettiva solo contro le istituzioni italiane che hanno sempre taciuto il fatto, ma anche contro Keith Christiansen, direttore del Metropolitan, che pur conoscendo tutta la storia non ha fatto nulla.

Ministeri, istituzioni e forza armate paiono prontissimi al recupero di opere dal valore dubbio, sostiene il critico, salvo dimenticarsi capolavori di inestimabile valore, tranne qualche eccezione come nel caso della Dea di Morgantina, statua greca trafugata da uno scavo in Sicilia durante il XX secolo, ritornata in Italia solo 2011, dopo essere stata venduta ad un’asta a Londra ed esposta indisturbata al Paul Getty Museum di Malibu per venticinque anni.
Nel 2001, il Tribunale di Enna condannò il ricettatore ticinese Renzo Canavesi, coinvolto nel contrabbando dell’opera, a due anni di reclusione e al pagamento di una salata penale e fu il primo caso nel suo genere in Italia per l’importanza della sanzione imposta, proporzionata al grande valore del reperto.

Ma “La Negazione di San Pietro” pare non destare lo stesso interesse anche se di tratta di uno degli ultimi quadri di Caravaggio, pittore geniale e unico, la cui produzione fu comunque limitata rispetto al suo genio, che quindi rischia di rimanere lontano dal suo luogo di creazione senza nessuna opposizione.

Dea-di-Morgantina
Dea di Morgantina

La provocazione di Sgarbi, arrivata attraverso le pagine di “Sette” del 21 agosto scorso, non può che colpirci e farci porre diversi interrogativi sulla gestione dei Beni Culturali in Italia.

Quanto davvero conosciamo del nostro patrimonio, quante cose sono oscure o poco chiare o addirittura taciute? L’immensa quantità di opere italiane nel mondo, sono lì dopo un iter legittimo o meno?

Si potrebbe commentare con un “meglio che siano all’estero” vista la situazione gestionale e organizzativa dell’Italia, ma anche depredarla della propria produzione culturale è inaccettabile.

Certo, non siamo obbligati a credere a Sgarbi, possiamo anche considerare il suo uno sproloquio, ma l’istinto è quello di approfondire, saperne di più di ciò che non sappiamo, informarci per farci un’opinione a riguardo.
Forse.

Perché una cosa del genere meriterebbe lo sdegno di tutti, dovrebbe generare nell’opinione pubblica un moto tale da obbligare chi di dovere a informare ed a trovare una soluzione, ma non mi sembra che il dibattito sia sulla bocca di tutti e che il Ministro Franceschini abbia fatto dichiarazioni a riguardo.

Insomma, avrà mica forse Philippe Daverio quando dice che agli italiani dell’arte non frega niente?

In questo periodo storico c’è decisamente bisogno di bellezza, e le opere d’arte che appartengono a tutta la collettività e non dovrebbero essere protagoniste di sotterfugi mossi solo dal mero interesse economico

Carlotta Tosoni 9ArtCorsoComo9

1 Commento
  1. Joseph Fenech dice

    E’ un peccato. Perche’ non la mandano a Malta dove sitrovano due super capolavori del Caravaggio — La decapitazione di San Giovanni e Santo Gerolamo???

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.