In ricordo di Tiziano: l’arte italiana che non ha pari

0 942

 

Il 27 agosto 1576 il mondo dell’arte perse una delle sue più grandi stelle, quando a Venezia  morì il grande Tiziano Vecellio, colpito dalla peste.

Lo ricordiamo dai libri di scuola, dalle innumerevoli visite alla galleria degli Uffizi di Firenze e soprattutto dal segno indelebile che ha lasciato nelle mani e nelle tele dei pittori a lui successivi.

Nell’immaginario collettivo Tiziano richiama il “Rosso Tiziano”, la Venere di Urbino, la Punizione di Marsia, la Pietà e molte altre opere che sono un innegabile bagaglio culturale della nostra terra.

tiziano-marsia
La punizione di Marsia

Arrivati a Firenze, girovagando per gli Uffizi, è li che ci fermiamo, alla Venere di Urbino, almeno un’ora, un’ora dopo aver goduto della vista della Venere del Botticelli. Un dipinto la cui storia è davvero travolgente e ammaliante perché voluta dal Duca di Urbino Guidobaldo II Della Rovere e realizzata  per spiegare alla giovane moglie del nobile, ancora quattordicenne, il significato del matrimonio.

E quello rappresentato non è un amore casto e puro, quale poteva essere quello di Dante e Guinizzelli, due secoli addietro. Vecchi i ricordi della donna angelicata, espressione massima di bellezza e purezza. Tiziano non ha peli sulla lingua e non cela dietro a veli la carica erotica che una donna può esprimere e suscitare.

E, quindi, la troviamo in primo piano, Venere. Nuda. Sensuale. Roboante è l’eco della Venere di Giorgione, amico e maestro dell’artista veneziano.

Con una mano copre il pube e con l’altra tiene un mazzo di rose, simbolo della caducità della bellezza e della vita. Lo sguardo è penetrante e fisso sullo spettatore. Non ci sono dubbi sulle intenzioni del pittore.

La dea, adagiata su lenzuola sgualcite, sembra ritratta appena sveglia, mentre attende che le serve le portino gli abiti per vestirsi. Accanto a lei un cane, simbolo dell’unione coniugale e della fedeltà: qui, il rimando al sacro vincolo del matrimonio.

Ed è pura arte, la magia di Tiziano. Arte che si esprime attraverso vari livelli di cultura e conoscenza. I riferimenti colti, la finezza dello stile, l’acutezza delle citazioni plasmano la pittura di Tiziano. Mitologia e simbolismo fanno da padrone e sono le tematiche predilette delle sue opere. Non si può di certo essere a digiuno di studi classici per poter apprezzare appieno un dipinto di tale levatura, per poter cogliere quei dettagli, quelle sfumature che indirizzano lo spettatore verso il messaggio suggerito dall’artista. Altrimenti non si comprenderebbe che la pianta di mirto sullo sfondo della Venere di Urbino altro non è che l’emblema dell’amore e della femminilità. Aprire gli occhi ed amare la nostra cultura è l’unico modo per capire ed amare il Grande Tiziano. Tiziano rappresenta l’Italia. Tiziano rappresenta il nostro popolo.

Sofia Zanotti per 9ArtCorsoComo9

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.