20 nuovi direttori per i musei italiani: 7 gli stranieri

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Sono stati annunciati dal Ministero per i Beni Culturali i venti nuovi direttori dei principali musei italiani, scelti attraverso una procedura di selezione internazionale applicata seguendo la riforma promossa dal Ministro Dario Franceschini. Tra questi sono presenti dieci donne, mentre sette dei candidati sono stranieri e quattro sono italiani che faranno ritorno dall’estero. La commissione selezionatrice ha proposto tre nomi per ogni posizione, mentre la decisione finale è stata presa dal Ministro Franceschini per quanto riguarda i sette musei più importanti e dal direttore generale del ministero Ugo Soragni per gli altri tredici. ansa - sacchi - ++ Reggia Caserta: Franceschini, deciso un commissario ++

L’età media dei vincitori è sui 50 anni, con il record d’età che spetta a Gabriel Zuchtriegel, giovane archeologo tedesco di 34 anni ora direttore del Parco Archeologico di Paestum. Ma se gli anni dei vincitori non hanno creato scontenti, e nemmeno il loro sesso, visto che metà dei selezionati sono donne, la questione della provenienza ha sollevato molte polemiche. Difatti, non solo sette su venti dei nuovi direttori sono stranieri (tre tedeschi, due austriaci, uno britannico e uno francese) ma le quattro italiane ritornate dall’estero (tre dagli USA e una dalla Francia) si sono tutte formate fuori dall’Italia, gesto che alcuni hanno letto come una volontà di ricercare professionalità solo fuori dai nostri confini. Durissimo il commento di Sgarbi, che ha accusato Franceschini di aver umiliato gli italiani, seguito da Gianluca Buonanno, europarlamentare della Lega Nord, che afferma: “Franceschini ha dimostrato di essere un nemico dell’italianità dell’arte, mettendo in campo scelte che hanno privilegiato gli stranieri a discapito della competenza e della professionalità degli italiani – aggiungendo poi – Franceschini ha deciso di consegnarci agli stranieri: davvero una pessima figura per un ministro della Repubblica italiana”. Contrariato infine anche il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, che ha dichiarato: “Siamo al paradosso. I musei del mondo sono pieni di opere italiane che li rendono importanti e in Italia con provincialismo riempiamo i musei del nostro paese di direttori importati dall’estero. Un cattivo messaggio. Una scelta che sa di disprezzo verso le nostre qualità e che calpesta meriti e identità. La cultura non è il calciomercato. A questo punto cerchiamo nel mondo un ministro migliore di Franceschini”.

Rimane sicuro e soddisfatto della scelta, invece, il Ministro Franceschini, che sottolinea come questi nuovi candidati facciano recuperare alla nostra nazione un ritardo di decenni: “Un passo storico per l’Italia e i suoi musei – conclude – che colma anni di ritardi, che completa il percorso di riforma del ministero e che pone le basi per una modernizzazione del nostro sistema museale”.

La sfida principale per i nuovi direttori non sarà, come si potrebbe pensare, affrontare i problemi economici quanto quelli legati ad organizzazione e sindacati: dal punto di vista del personale e della burocrazia molti musei dovranno subire una ricostruzione totale, tanto che si teme che i nuovi arrivati finiscano a passare la maggior parte del loro tempo a negoziare con il Tar o con i sindacalisti. Alcuni spazi museali inoltre, come la Reggia di Caserta, dovranno essere creati, e ci si dovrà occupare addirittura della liberazione di alcuni locali e della creazione dei consigli d’amministrazione. Insomma, se le scelte del Ministro Franceschini, per ora, sono state soprattutto criticate, ci saranno sicuramente molteplici occasioni per i vincitori di dimostrare le proprie abilità

Eleonora Rustici per 9ArtCorsoComo9

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