Pietro Mascagni, stimato persino dal nostro Verdi

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Moriva centocinquanta anni fa Pietro Mascagni, compositore e direttore d’orchestra riconosciuto in tutto il mondo.

Studiò al liceo classico e poi si dedicò alla musica, senza la benedizione del padre, vedovo, uno dei più rinomati panettieri del centro di Livorno. All’età di 19 anni si recò a Milano con 600 lire, metà delle quali guadagnate con la sua cantata “Alla Gioia” e l’altre metà donategli dal conte De Larderel, il suo secondo più grande sostenitore dopo suo zio, che morì un anno prima.

Qui entra al conservatorio e frequenta la Scala, dove il suo carattere espansivo e la sua pettinatura fluente e brillantata riescono a conquistare la scena. Condivise gli studi di musica e la vita bohemien, con Giacomo Puccini, che sarà inoltre suo coinquilino per diverso tempo.mascagni2

Il carattere di Mascagni da buon livornese esuberante, non tarda ad essere ritenuto fuori luogo dai suoi insegnanti, con i quali finirà poi per discutere tanto da lasciare il Conservatorio e la città.

Da quel momento in poi girerà l’Italia come direttore d’orchestra di compagnie d’operetta e dedicandosi anche alla produzione. È del 1890 la sua opera più famosa, Cavalleria rusticana, ripresa da una novella di Verga con il quale inizierà una lunga vertenza per i diritti d’autore sull’opera.

La seconda opera più famosa è l’Iris del 1897 e commisonatagli dall’editore Ricordi, a riguardo della quale Verdi dichiarò:

“Non è mica vero che la tradizione della melodia italiana sia finita!”

Infatti Mascagni comporrà altre opere come Le Maschere, Isabeau e Parisina che lo portarono nei più conosciuti teatri del mondo.

Beatrice Sarno per 9ArtCorsoComo9

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