ArtSpecialGourmet – Oggi: Moussaka

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Il piatto di oggi descrive perfettamente il suo paese d’origine: la moussaka.

Una specialità mediterranea, per l’esattezza greca. È stata ipotizzata che la sua origine derivi dall’isola di Cipro o forse Creta, che in passato ha vissuto l’influsso Turco e Arabo.

Questa è forse la pietanza più conosciuta della tradizione culinaria ellenica.

La preparazione riassume quelli che sono i prodotti di questa terra: la carne d’agnello, le melanzane, il pomodoro (domates) e il formaggio.

Somiglia molto alla nostra rinomata parmigiana di melanzane (di cui vi delizierò un altro giorno). La ricorda l’alternarsi degli strati di melanzane fritte, ragù e formaggio grattugiato. A chiudere in bellezza: la colata di besciamella e un’ultima spolveratina di formaggio. Essendo un piatto tutto fuorché leggero, ci vuole ben altro del tradizionale Sirtaki per smaltire le sue calorie!

SirtakiPer chi non lo sapesse non è il liquorino digestivo di fine pasto, ma la tipica danza cretese che ha fatto il giro del mondo. La maggior parte delle persone crede che questo ballo abbia un’origine antica nella cultura greca, ma in realtà si sbaglia, perché il suo affermarsi è molto più recente.Ve lo immaginate Omero darci dentro tra un passo e l’altro? Forse Ulisse.

Il grande debutto di questa danza ci fu dopo l’uscita del film Zorba il Greco (1964), interpretato da Anthony Mc Quinn.

La colonna sonora di questa pellicola, composta da Mikis Theodorakis, rimase nell’immaginario popolare.

Addirittura migliaia di turisti iniziarono ad affollare Creta, perché incuriositi dal famoso ballo che a ogni passo aumenta di velocità il ritmo.

La bizzarria è proprio questa, ossia che i ballerini iniziarono a esibirsi solo dopo l’uscita in sala del film.

Il Sirtaki è riadattamento di un’altra danza folkloristica chiamata Hasapiko, che significa “danza dei macellai”. Storicamente è collocata in epoca bizantina e deriva dalla lega dei macellai di Costantinopoli. È una coreografia di gruppo in cui i danzatori tendono il braccio e appoggiano la mano l’uno sulla spalla dell’altro, con un ritmo di graduale accelerazione.

Un bel significato di fratellanza e di unione, come avviene nei profumi e nel gusto di questo piatto.

Nient’altro potrebbe descrivere meglio questo popolo e la sua cultura.

Martina Bertolotti per 9ArtCorsoComo9

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