Van Gogh: la felicità che non ha detto

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La depressione è un tunnel nero. Un mare in tempesta che oscura la vista degli animi più sensibili. Animi di individui che non hanno la forza di reagire. Quanti uomini hanno cercato di sconfiggerla e quanti artisti di interpretarla. A volte è diventata la musa ispiratrice della loro poesia, la stessa che li ha portati al confino della vita. Il 29 luglio 1890 all’età di 37 anni, la bestia nera ha sconfitto anche Van Gogh. Ed è paradossale pensare a come la sua sofferenza cronica sia stata non solo la causa della sua fine, quel giorno, in cui si sparò un colpo di pistola in mezzo al petto, ma anche il motivo della sua fortuna, da quel giorno. Per l’artista olandese, infatti, la vita è stata tutt’altro che generosa. Oltre alla malattia, anche la carriera da pittore, in vita, non gli ha donato un sorriso. Ma forse è questo il fascino di quell’uomo che ai giorni nostri è ricordato come uno dei più grandi pittori della storia. Chissà cosa direbbe oggi. Spero che un ghigno beffardo da lassù gli sia concesso. Tutti lo conoscono e tutti lo amano. Fin da bambini era naturale: Van Gogh, Vaso con i girasoli, depressione, orecchio. Collegamenti fulminei. images-2

Io, si, era una di quelle bambine che nei compiti di arte delle elementari sceglieva lui per le ricerche o i lavoretti in aula. Non che un bambino possa comprendere il profondo disagio che lo affliggeva, ma anzi, la gioia di vita della sua tenera età collide con quella tristezza universale a tal punto da esserne attratto. L’arte di Van Gogh vista dagli occhi di un bambino è stupefacente, perché apparentemente semplice, ma al contempo difficile da decifrare. Per questo avrei voluto conoscerlo, quell’uomo, quel Van Gogh, quel genio maledetto. Perché infondo al suo dolore, c’era un barlume di felicità. Perché scegliere i girasoli, altrimenti? Che seppur appassiti lasciano intravedere una speranza? Ed anche il dipinto Camera da letto lascia aperto uno spiraglio. La scena è desolata, ma il simbolismo degli oggetti suggerisce (attraverso la finestra semi aperta) che non tutto è perduto.

Ho sempre creduto che Van Gogh non abbia mai smesso di crederci. Sempre fino a quel giorno, quando decise di tagliare la corda per lasciare ai posteri l’ardua sentenza.

Sofia Zanotti per 9ArtCorsoComo9

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